lunedì 9 gennaio 2012

No al SOPA!

In questi giorni é in discussione al congresso americano una proposta di legge molto importante, riguardante la protezione dei diritti d’autore su Internet che vede contrapposti i provider e l'industria musicale e cinematografica. Questa legge viene chiamata con l’acronimo SOPA: Stop Online Piracy Act. Il suo scopo principale é quello di contrastare la pirateria informatica e difendere i diritti d’autore su Internet. La versione iniziale della legge darebbe al dipartimento di giustizia americano il potere di chiedere un’ordinanza giudiziaria contro i siti internet che violano i diritti di autore o ne aiutano la violazione. L’azione legale potrebbe essere chiesta anche dai detentori dei diritti d’autore. Una volta ottenuta l’ordinanza, il governo potrebbe quindi imporre ai provider di bloccare i siti sospetti e i loro canali di finanziamento. La legge stabilisce pene fino a cinque anni di carcere per i reati che sanziona. Chi è colpito dall’ordinanza ha fino a cinque giorni di tempo per presentare un appello, ma il blocco dei siti avverrebbe prima ancora che un processo stabilisca le eventuali responsabilità dei gestori dei siti. Sono stati presentati molti emendamenti alla legge, e la sua formulazione non è ancora definitiva, ma il nucleo del provvedimento sta nella possibilità, da parte delle autorità federali, di bloccare l’accesso, la pubblicità e i canali di finanziamento per i siti che vendono o semplicemente pubblicano illegalmente materiale protetto dai diritti d’autore negli Stati Uniti. Lo streaming di un video di cui non si possiedono i diritti d’autore sarebbe un reato punibile con il carcere, così come la vendita di merci contraffatte. Non solo: potrebbe essere considerato reato anche il semplice linkare contenuti che violano i diritti d’autore, in quanto aiuto alla loro diffusione. Questa legge potrebbe obbligare i gestori dei siti a controllare preventivamente tutto il materiale che viene pubblicato dagli utenti, colpendo molto duramente i siti (come Twitter, Facebook o Youtube) che si basano in primo luogo su di esso. Uno degli emendamenti proposti intende limitare il campo di applicazione della legge ai siti registrati fuori dagli Stati Uniti. I poteri dati all’autorità giudiziaria sono molto ampi, e potrebbero arrivare fino alla censura dei risultati dei motori di ricerca e all’intervento nel Domain Name System (DNS), il sistema che distribuisce i nomi dei siti web, gestito in ultima istanza da un ente privato con sede in California, l’ICANN. Un attacco alla libertà di espressione su Internet, e costituirebbe un freno all’innovazione e alla nascita di nuove iniziative nel settore informatico.

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