lunedì 16 gennaio 2012

La strage per un gioco

Non è stato un gesto di "riguardo" per i passeggeri a generare la tragedia dell'isola del Giglio. Loro, i passeggeri, non c'entravano nulla. Dagli altoparlanti non è uscito un solo annuncio sul Giglio. È stato un gesto autoreferenziale, l'applicazione di un codice di cortesia interno all'equipaggio. Chiamiamola "imperdonabile" leggerezza del comandante; voleva essere al tempo stesso un omaggio a Mario Palombo, una leggenda tra i comandanti della Costa crociere, e un favore all'unico gigliese a bordo, il capo maitre Antonello Tievoli. Persone che diventano vittime inconsapevoli della stupidità degli altri: "Antonello vieni a vedere, che stiamo sopra al tuo Giglio" gli hanno detto. Lui si è affacciato, ha guardato, ha visto. Non ha ruoli in macchina o in coperta, ma ha gli occhi per guardare: "attenti, che siamo vicinissimi alla riva" ha detto al comandante. Troppo tardi. I due destinatari di quell'omaggio avrebbero fatto volentieri a meno di quell'inchino, ma si sà: la stupidità umana è come il mare, quando si scatena travolge tutto e tutti.

Nessun commento: