domenica 9 ottobre 2011

Faccio prima con la carta!

Ieri pomeriggio, un po' sorpreso, ho trovato nella mia cassetta della posta un plico inviatomi dall'Istat. Devo essere sincero pensavo più ad una multa (dall'Istat?!?) che a un censimento nazionale, anche perché non ne sapevo nulla; ero quindi un po' titubante e ho aspettato di rientrare la sera a casa per scoprire cosa fosse. La mia perplessità era più che giustificata, visto che di solito a me e Nadia non ci scrive nessuno e quando riceviamo "corrispondenza" sono solo bollette o tasse da pagare. E, invece, eccolo qui: il nuovo censimento del popolo Italiano é arrivato (per la prima volta) nelle mie mani! Il quindicesimo. Ora però mi sono documentato e ho scoperto che proprio oggi, il 9 ottobre 2011, inizia la "conta che fotograferà i cambiamenti del nostro paese". Avremo tempo fino alla fine di quest'anno per consegnare le nostre risposte e a marzo 2012 verranno diffusi i primi dati e sapremo quanto siamo cambiati, aggiornando così l'istantanea del nostro paese. Per arrivare a questo giorno sono serviti solo quattro anni di lavoro, spesi nel migliore dei modi per pensare a come formulare le domandine che ogni volta ci vengono proposte. Il costo complessivo di cotanto impegno? Solo 590 milioni di euro! Un prezzo onesto. E i dati saranno raccolti con certezza. È infatti obbligatorio per tutti cittadini rispondere (e dobbiamo farlo anche in modo corretto). Chi non "ottempera" a questo obbligo (fissato dal decreto legislativo del 1989, n. 322) incorre in una sanzione amministrativa che può andare da un minimo di 206 euro ad un massimo di 2.065. Le multe però vengono emesse solo dopo una procedura di accertamento. Ma allora come la mettiamo con la legge che tutela la riservatezza dei dati personali? I dati raccolti possono essere utilizzati solo per fini statistici e non possono certo essere comunicati a istituzioni o altre persone! Bha?!? Le leggi le fanno loro. Vacci a capire poi se hai torto o ragione.

Leggendo con attenzione la prima pagina mi accorgo con grande stupore che i nostri burocrati ormai sono al passo con i tempi e "masticano tecnologia". Connettendomi infatti al link indicato posso inserire immediatamente le mie risposte e risparmiarmi uno scomodo viaggio all'ufficio postale; allora mi metto al computer immediatamente e, con un certo entusiasmo (e un po' di curiosità), inizio a rispondere: mi piaceva l'idea di compilare il censimento direttamente da un modulo on line. E' il mio primo censimento! Mi connetto con la user e password che mi é stata assegnata ed inizio a rispondere alle prime domande. Sembra facile e veloce. Supero qualche schermata e poi... puff! Non funziona più niente! Provo e riprovo: niente! Allora penso subito che il problema sia causato dal mio browser: figurati se avranno incluso Safari nella lista dei browser compatibili, mi dico. Chiudo e apro Firefox, ma non riesco più ad accedere! Alle fine però appare la classica schermata "HTTP Status 400. Invalid direct reference to form login page". Chi fa il mio lavoro però capisce immediatamente la causa: si é "accasciato" il web server per le troppe richieste contemporanee di accesso che ha ricevuto! Decido di aspettare. Passa qualche ora e riprovo. Non é cambiato niente. Aspetto ancora. Niente. Avranno usato un semplice pc per gestire gli accessi al sito?!? Allora guardo il modulo che ho lasciato da parte vicino al MacBook air. Ad una prima occhiata sembra "massiccio e incazzato" ma poi scopro che é semplice. Pochi secondi e finisco i primo foglio. Passo al secondo, al terzo... ho finito! Ma la mia coscienza mi impone di farlo on line questo benedetto censimento: siamo nel 2011, sono figlio della tecnologia! Riprovo a rientrare sul sito. Questa volta però si sono fatti furbi. Nessun messaggio di errore. Ti sparano nuovamente alla pagina di logon. Oggi é domenica: Figiurati se intervengono: se ne parla domani. Il modulo ormai l'ho compilato e domani lo porto alla posta. Proprio come fece mio padre 10 anni fa. Eh, si! 590 milioni di euro ben spesi.

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