domenica 16 ottobre 2011

A cena da "Pinza e buoi"

Ieri sera io e Nadia siamo tornati a mangiare in un ristorante che avevamo già frequentato con due nostri amici e dove avevamo mangiato (a caro prezzo) abbastanza bene; e proprio con loro abbiamo deciso di ritornare. Prima di proseguire voglio però fare subito una premessa: se siete curiosi di leggere questo post fatelo sapendo che non vi sto certo consigliano di andarci a mangiare! Riprendiamo ora il filo del discorso... Il locale si trova a San Lorenzo, quartiere universitario della Roma popolare, animato ogni sera dalla movida romana grazie proprio ai tanti locali che si trovano in questo quartiere. Il ristorante si trova a poche centinaia di metri da Porta Maggiore, vicinissimo anche a San Giovanni. Anche se il locale si trova in una zona popolare, abitata prevalentemente da studenti universitari, devo segnalarvi che i prezzi non sono certo economici: un qualsiasi antipasto parte da un prezzo di circa 10 euro, per proseguire con i primi, che partono da un prezzo di almeno 13 euro; i secondi invece non scendono sotto alla "quotazione" di 16 euro. Insomma, non certo un ristorante per studenti, ma devo ammettere che generalmente le porzioni sono abbondanti, anche se l'arredamento che potrebbe (forse) giustificarne il prezzo, non é certo di lusso. Nè, tantomeno, il servizio é eccellente. Il problema di questo locale (oltre ai prezzi) é proprio nel servizio. La prima volta arrivammo alle 20.31, esattamente 1 minuto dopo la nostra prenotazione, ed il tavolo era già stato assegnato ad altre persone, e fummo "stipati" nella cantina che si trova nei sotterranei, ed abbandonati a noi stessi in compagnia di almeno altre 50 persone e ricevemmo il contorno non prima della mezzanotte. Questa volta siamo arrivati per le 20.00, e ci hanno sistemato in prossimità del bagno (con i relativi odori) e, anche se il locale era ancora deserto e non ci é stato permesso di scegliere un posto migliore. Infondo eravamo solo in 4 e i nostri soldi, probabilmente, valevano molto meno di quelli spesi da gruppi più numerosi di noi. Detto questo ci accomodiamo e subito il cameriere ci assale chiedendoci cosa ordinare. Passano pochi minuti e il personaggio si ripresenta al nostro tavolo diverse volte, sollecitandoci nella nostra scelta e consigliandoci di ordinare quanto prima altrimenti avremo aspettato molto tempo prima di iniziare a cenare. Il locale inizia a riempirsi e noi finalmente ordiniamo. Ovviamente ci viene consigliato di ordinare primi e secondi insieme, per evitare problemi con la "comanda". Noi però decidiamo di ordinare (per ora) solo i primi, con grande (ed evidente) disappunto del cameriere. In tutto questo io non ho avuto modo di scegliere con calma il mio primo ed ho preso lo stesso che mangiai la prima volta. Terminato ordiniamo in gran fretta la seconda portata e i dolci. Si erano ormai fatte le 22.00 e, insieme ai dolci, ci viene portato anche il conto, senza che l'avessimo richiesto. Ovviamente il cameriere, impassibile, rimane alle nostre spalle in attesa di ricevere i soldi. Li prende e, dopo qualche secondo ci invita gentilmente anche ad uscire per liberare il tavolo. Dopo aver speso 120 euro in 4 per un antipasto, un primo ed un dolcetto a testa, ecco arrivare il benservito! Devo essere sincero non tornerò mai più in vita mia in questo ristorante. A Roma non mancano certo i locali dove si possono gustare con la massima calma ottimi piatti, riuscendo anche a scambiare quattro chiacchiere con gli amici senza essere sopraffatti dall'invadenza del cameriere di turno. Se volete un consiglio, spendete i vostri soldi in modo migliore di come l'abbiamo fatto noi! Sempre in zona potrei consigliarvi il "Pulcino ballerino", ma ve lo racconterò in un altro post.

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