domenica 18 settembre 2011

A tempo perso faccio l’italiano

Scrivo questo post da Parigi, dove mi trovo per una breve vacanza con Nadia e gli amici. Dopo la solita lettura sulle quotidiane intercettazioni delle escort presidenziali (ma ogni tanto chiamiamole anche con il loro vero nome, ossia puttane), comprese le confessioni private del nostro premier che ammette di "occuparsi del paese" nei ritagli del suo prezioso tempo. Come possiamo replicare? E' sempre più difficile sentirsi italiano, anche quando ci si trova all'estero, quando si avverte che con la lontananza dal proprio paese le notizie hanno un sapore diverso. Forse ovattate, forse irreali. A questo punto anche noi siamo costretti a fare gli italiani a "tempo perso", come il nostro amatissimo premier. E' l'unica giustificazione che viene da dare vedendo tanto menefreghismo e indifferenza di noi italiani verso quanto succede ogni giorno nella camera di regia del nostro paese. Se non fosse così allora avremo già dato "un calcio in culo" a quanti ci governano, che restano invece felici e contenti seduti sulle loro comode poltrone a godersi i loro assurdi privilegi. Allora ridiamoci su, che e' gratis.

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