venerdì 2 settembre 2011

Il caffè del risveglio

Penso di essere uno dei pochi napoletani al mondo a non bere caffè. Non l'ho mai fatto e penso che difficilmente un giorno incomincerò a farlo; anche solo l'odore mi da fastidio. Per me certe usanze "tipicamente italiane" sono incomprensibili. Ad esempio, il caffè preso a meta' mattina o subito dopo pranzo e' qualcosa di inutile, una perdita di tempo, così come prendere il caffè del primo mattino, appena ci si sveglia. Una ricerca ora ha anche stabilito che e' inutile berlo, se lo facciamo con l'intento che questo possa aiutarci a migliorare le nostre prestazioni, a livello di concentrazione. Il primo pensiero in una famiglia sembra essere proprio il caffè, almeno nella mia. Lo fanno i miei genitori, lo fa Nadia, lo fanno i miei cugini, i suoceri, cognati, e via dicendo: insomma, lo fanno tutti! Vivo in una famiglia di drogati da caffè. Suona la sveglia e ancora prima di iniziare a pensare agli impegni della giornata, il primo pensiero va subito alla tazza di caffè, per aiutarci a svegliarci e a trovare la carica. Secondo una ricerca inglese pero', l'effetto sveglia della prima tazzina e' solo psicologico (l'ho sempre detto!) e, anzi, chi fa colazione con un decaffeinato mostra lo stesso sprint di chi si prepara un caffè... ma questo, mi raccomando, non ditelo ai napoletani! La ricerca, svolta dalla "University of East London", ha messo alla prova i risvegli di due gruppi di persone, per un totale 88 cavie di eta' compresa tra i 18 e i 47 anni, consumatori abituali di caffè a colazione: un primo gruppo ha continuato a ricevere la sua tazza di caffeina appena sveglio, mentre a un secondo gruppo, totalmente ignaro, è stato somministrato il decaffeinato. Dopo un breve periodo di prova, i partecipanti sono stati interrogati sulle loro performance mattutine: concentrazione, livelli di risposta, alla guida e al lavoro, reazioni agli imprevisti, vitalità. E le loro risposte e reazioni erano le stesse in entrambi i casi. Il gruppo privato della caffeina non segnalava alcun cambiamento nelle sue abilità quotidiane. Lo studio è dunque riuscito a dimostrare che il cervello richiede la sua dose di caffeina per riflesso incondizionato, nonostante le prestazioni fisiche si equivalgano con o senza la prima tazzina del giorno. Insomma, stiamo parlando soltanto di una semplice abitudine e niente più. Restano pero' confermate le proprietà stimolanti della caffeina, che agisce sul cervello inibendo il senso di fatica, ma muscoli e riflessi in realtà sarebbero pronti anche a farne a meno! Insomma, quello che io ho sempre detto e affermato, questa volta e' stato dimostrato scientificamente. Se poi volete farvi passare questo vizio venite ad assaggiare una tazzina di caffè a casa mia: ho una caffettiera che fa un caffè così pessimo che dopo averlo assaggiato vi passera' sicuramente la voglia di berlo!

Nessun commento: