venerdì 26 agosto 2011

Lo sciopero del calcio

E' ufficiale: domenica prossima non si giocherà la prima giornata del campionato di calcio. Con le temperature registrate in questi giorni é anche meglio perché gli stadi sarebbero stati sicuramente vuoti. Certo però che a sentire parlare dello "sciopero del calcio" proviamo quasi subito un sentimento di sdegno e rabbia. Ci vene subito da pensare allo sciopero dei ricchi e dei privilegiati e all'unisono diciamo: é lo sciopero della casta! ...e subito si solleva un sentimento generale di disapprovazione. E' inevitabile. Non scrivo questo post per giustificare o meno le loro decisioni, ma solo per chiarire quelle che sono le vere motivazioni che hanno spinto i calciatori a questo gesto. Come al solito non si é capito niente di quelle che sono le vere ragioni e, leggendo i vari commenti, l'unico vero sentimento sembra sempre e solo dettato dall'invidia (che potrebbe anche essere più che motivata!!!). In Italia (a differenza di quanto é accaduto in Spagna, dove il motivo principale dello sciopero erano i soldi) si sciopera sul famoso "articolo 7" del nuovo contratto. Le società vogliono introdurre la possibilità di fare allenamenti differenziati se si ha a dispone di una rosa con giocatori in esubero. In questo caso si formerebbero due differenti "formazioni", la prima con i giocatori più importanti, e la seconda composta dai giocatori meno importanti, destinati a non giocare mai e per cui l'allenamento sarebbe solo l'anticamera della cessione. Introdurre un allenamento differenziato sarebbe quindi uno stimolo per "ammorbidire" i giocatori che la società vorrebbe cedere o mettere sul mercato, obbligandoli in poca sostanza ad accettare le offerte di altri club. Lo sciopero del calcio é quindi in gran parte basato sulla decisione di non accettare questa imposizione da parte dei club. Uno sciopero che ha anche le sue buone ragioni, anche perché sarebbe immediatamente applicato anche nelle serie minori, dove gli stipendi non sono certo quelli della serie A. Si parla tanto di questo sciopero dei ricchi" ma, come sempre in questi casi, la verità ha sempre due volti. In Italia le preoccupazioni sono sicuramente altre, ma senza il calcio giocato in televisione sembra quasi che ci sentiamo tutti smarriti (non certo il sottoscritto). Avessimo almeno squadre di calcio che a livello internazionale vincessero qualcosa!

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