sabato 9 luglio 2011

L'uomo andrà su Marte

Manderemo gli astronauti su Marte alla metà degli anni 2030 e li riporteremo sulla Terra sani e salvi. Per il 2025 pensiamo di aver pronto un veicolo spaziale in grado di viaggiare nello spazio profondo con il quale gli astronauti prima visiteranno per la prima volta un asteroide e poi compiranno un volo intorno a Marte. Successivamente cercheremo di sbarcare.
Sono queste le parole usate dal presidente americano Barack Obama e che riecheggiano quelle pronunciate cinquant’anni fa dal suo predecessore John Kennedy per lo sbarco sulla Luna. Parole pronunciate davanti ai tecnici e agli ospiti di Cape Canaveral nelle ore seguenti all’ultimo lancio dello shuttle Atlantis; non ha però perso l'occasione per rilanciare le sue idee sul futuro dello spazio americano; infatti é in corso di realizzazione una navicella, battezzata "Orion Mpcv" (Multi Purpose Crew Vehicle), che servirà come base per lo sviluppo di un veicolo più complesso in grado di affrontare l’arduo viaggio più in profondità tra i pianeti. In parallelo si sta anche lavorando allla progettazione di un nuovo grande razzo in grado di affrontare questo genere di missioni. Questo potrà garantire nei prossimi anni 2.500 nuovi posti di lavoro, anche se ora che sono finite le missioni shuttle, verranno tagliati tremila dipendenti al Kennedy Space Center. Questa è la seconda parte dei 7.000 addetti che saranno licenziati entro l’anno. Obama lancia prospettive ma le critiche che gli vengono rivolte da più parti riguardano il fatto che le sue idee non sono tradotte in programmi concreti come fece il suo predecessore democratico Kennedy per la Luna e il repubblicano Bush con il piano Constellation per il quale erano già stati spesi dieci miliardi di dollari. Intanto noi sognano le stelle lontane... e non ci costa niente!

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