venerdì 8 luglio 2011

Android ci infetta

Un gruppo di ricercatori della compagnia Californiana "Dasient" hanno effettuato uno studio su un campione di circa 10.000 applicazioni Android, giungendo al risultato che circa l'8% di esse è malevolo e mette a rischio i dati sensibili degli utenti. 11 di queste applicazioni sarebbero addirittura studiate in modo da inviare messaggi casuali contenenti queste informazioni ad altri utenti. Ovviamente, gli utenti pagano l'invio di questi SMS che, spesso, risultano molto più costosi dei normali messaggi inviati giornalmente. In alcuni casi poi, questi SMS, contengono i codici IMEI e IMSI che identificano rispettivamente il terminale e la SIM e che possono essere utilizzati da terzi per clonare la SIM stessa. Questi problemi di malware legati alla piattaforma Android si stanno sempre più diffondendo, anche e soprattutto a causa dello scarso controllo effettuato proprio sulle applicazioni inserite dagli sviluppatori nel Market dell'OS di Google. Ovviamente, questa scarsità di controlli può essere vista anche come un fattore positivo, anzi, gli sviluppatori proprio grazie alla libertà offerta dal sistema operativo possono creare le loro applicazioni senza limitazioni e senza la paura che le stesse non vengano poi accettate da Google. Dall'altro lato, il prezzo da pagare è costituito proprio, come detto sopra, da queste continue falle nella sicurezza delle applicazioni scaricate. Probabilmente per risolvere il problema basterebbe che gli utenti leggessero le condizioni d'uso e i permessi richiesti al momento dell'installazione per scongiurare quasi totalmente il rischio malware. Ma, vista la scarsa attenzione del pubblico è forse anche ora che Google cominci a pensare a contromisure più efficaci che limitino il diffondersi di queste situazioni.

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