lunedì 10 gennaio 2011

Roma: città allo sbando

Il Comune di Roma è senza Governo. Questo pomeriggio il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, ha azzerato la giunta. Il primo cittadino ha infatti firmato un’ordinanza con la quale ha ritirato tutte le deleghe agli assessori ed ai consiglieri delegati. Lo scandalo Parentopoli, con centinaia di "presunte assunzioni" irregolari in Ama ed Atac, aveva aperto una breccia. L’azzeramento della giunta, però, lascia tutti sorpresi, anche perché fino ad oggi i soli assessori a rischiare erano quelli all’Ambiente e ai Trasporti, rispettivamente, Fabio De Lillo e Sergio Marchi. La giunta, a norma di statuto, dovrà essere nominata nuovamente entro il più breve tempo possibile. Obiettivo del Sindaco è quello di nominare i nuovi assessori e i nuovi consiglieri delegati entro giovedì 13 gennaio. Dal canto suo Alemanno ha rilasciato poche parole:
Si è conclusa una prima fase del governo comunale che ha ottenuto importanti risultati come l’approvazione del piano di rientro dal debito ereditato dalle precedenti amministrazioni, l’avvio della trasformazione del comune in Roma Capitale e la definizione dei progetti più importanti del piano strategico di sviluppo. I tempi sono maturi per aprire una fase due. Ora è necessario lavorare per fare in modo che questi progetti e i nuovi poteri di Roma Capitale vengano rapidamente calati sul territorio con una grande attenzione alla qualità della vita dei cittadini e dei quartieri. Per questo motivo è necessario avviare un cambiamento della giunta che fissi per ogni assessore, le deleghe, gli obiettivi prioritari, secondo un preciso cronoprogramma e le regole politiche che garantiscano la piena sintonia con le categorie sociali e produttive della città. Tutto questo in vista della riunione degli "stati generali" della città convocati per il 9 e 10 febbraio presso il palazzo dei congressi dell’Eur e in cui sarà presentato il piano strategico di sviluppo e il comitato promotore della candidatura alle olimpiadi del 2020.
Duri i commenti dell’opposizione:
Il ritiro delle deleghe agli assessori dimostra il fallimento della Giunta Alemanno, di cui ha preso atto anche lo schieramento di centrodestra. Di fronte al fallimento della destra al governo della città la scelta di Alemanno era inevitabile, un’iniziativa dettata, oltre che dalle divisioni interne al centrodestra, anche dagli ultimi sondaggi che lo vedono precipitare nel gradimento dei romani nonché dagli scandali che hanno colpito l’amministrazione a partire da alcuni assessori, Marchi e De Lillo, di cui abbiamo già chiesto le dimissioni. Una crisi che va avanti da mesi è che sta determinando il blocco dell’attività amministrativa immobilizzando Roma.

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