lunedì 8 novembre 2010

Il crepuscolo del Califfo

Franco Califano, 72 anni, povero e malato, chiede aiuto allo Stato e invoca la legge Bacchelli. La legge n.440 dell'8 agosto 1995 prevede l'assegnazione di un contributo straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza. Personalmente non ho mai seguito la carriera di quest'artista, anche se devo dire che in alcune uscite televisive mi ha fatto sorridere, forse perché si é "rincojonito der tutto", come si direbbe a Roma! Franco Califano é un mio vicino di casa. Abita nella zona residenziale di Acilia (detta anche "Poggio di Acilia") a non più di 200 da casa mia. La sua abitazione é una villa bellissima e, per quanto risulta a me e agli altri vicini, pare proprio che il bene immobiliare sia di sua proprietà. Ora il "Califfo" lamenta la sua indegenza, e un'unica fonte di reddito proviene dalla Siae (per i diritti d'autore) con un importo netto annuale di 20 mila euro. Da luglio la sua carriera si é interrotta a causa della rottura di tre vertebre, cancellando la sua unica fonte di guadagno. Ora, quest'illustre signore si lamenta di non riuscire a sopravvivere, avendo difficoltà ad arrivare a fine mese. Dopo una vita passata nel mondo dello spettacolo sarà molto difficile e traumatico abbandonare i comodi letti dell'Excelsior o dover rinunciare a pranzi e cene nei ristoranti di lusso. Ancora peggio sarà dover imparare a cucinarsi da soli per poter mangiare, un pò come facciamo noi comunimortali. Non é difficile intuire quali possano essere gli importi percepiti dagli artisti famosi per le loro apparizioni pubbliche. E' giusto mantenere una LARVA come il Califfo (con tutto il rispetto per l'artista, ma non per la persona) che percepisce netti (e sicuri) l'equivalente mensile di uno stipendio netto di 1666 euro? Cosa possiamo raccontare, ma sopratutto, come possiamo giustificarci con quei pensionati che vivono SOLO con un terzo del suo stipendio ed hanno la dignità di rimanere anche in silenzio? E tutti i lavoratori cassaintegrati che devono mantenere una famiglia con ben 800 euro al mese? La risposta é semplice e la soluzione é lampante: non diamoglieli! Non certo per invidia, ma sicuramente per coerenza verso la comunità. Non tutti però hanno la fortuna di avere come medico curante il senatore Domenico Gramazio del Pdl che può prendersi a cuore la nostra situazione. Certo, esiste questa legge e, sembra proprio che il nostro artista possa avere tutti i requisiti per beneficiarne. Intervistato da un giornalista, che giustamente poneva i suoi dubbi sulla "moralità di questo gesto", il senatore Domenico Gramazio conferma:

Presenterò al ministro Bondi la proposta nella quale chiedo di applicare a Califano la legge Bacchelli. Perché è un poeta che ha scritto alcune delle canzoni più belle della storia della musica leggera italiana e si trova in una situazione non florida. Molte persone famose delle sport o dello spettacolo hanno realizzato miliardi e poi, per una serie di ragioni, si sono ritrovate in difficoltà. Ricchi che si sono mangiati tutto. No, non ho dubbi, io vado avanti. E poi è davvero sicuro che la gente la prenderà male? "Califfo" è un eroe popolare. Lo invitai a una festa in piazza Tuscolo a Roma e richiamò cinquemila persone. E poi, anche se la cosa non è rilevante, è sempre stato un uomo di destra in tempi non sospetti.

Franco Califano è un artista molto popolare, ma devo ribadirlo: umanamente mi dispiace (poco) per quest'uomo, ma siamo sicuri che possa meritarsi questo beneficio? Per quanto mi riguarda penso proprio di no! Raccontatelo però voi ai pensionati ed ai lavoratori italiani. Mi permetto anche di aggiungere una chicca presa dal suo sito ufficiale (probabilmente presto sarà anche cancellata!). In questo link alla storia della sua vita, datato 21 gennaio 2008, si scopre che alla lettera D (che stà per DIGNITA') l'uomo da la sua definizione scrivendo:

DIGNITA': Io ne ho da vendere, per quanto riguarda gli altri, mah!

E tutto il resto è noia.

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