venerdì 12 novembre 2010

Il Califfo non é solo (parte 3)

La storia strappalacrime del Califfo continua. Ingenuamente pensavo che fosse terminata con il mio secondo post, ma non é così! Renata Polverini (presidente dalla regione Lazio) ha infatti confermato che sebbene non sia di competenza della Regione l'attuazione della legge Bacchelli (il famoso sussidio per gli artisti in situazioni di indigenza), si troverà comunque il modo di aiutare Franco Califano che ha dimostrato subito di apprezzare la disponibilità della governatrice e ha risposto come solo lui, proverbiale latin lover incallito e mai pago, avrebbe potuto fare "Le dedicherò una canzone. E' una gnocca", subito dopo corretto in un più pacato "È bellissima". Sul come possa arrivare questo aiuto, la Polverini azzarda una soluzione: coinvolgerlo, per esempio, nelle iniziative musicali che offre l'istituzione sul territorio. Sicuramente ci sarà una folla sconfinata ad assistere ai suoi concerti! Dopo l'incontro di martedì pomeriggio col cantante nella hall del palazzo della regione la Polverini ha detto:

Califano mi ha esposto le sue difficoltà, si è confessato anche riconoscendo qualche errore commesso in gioventù. Adesso vedremo come aiutarlo. È una persona che ha dato molto al nostro Paese, le sue canzoni hanno fatto storia, quindi credo sia giusto che un'istituzione sia vicina a tutti coloro che chiedono attenzione.

...a tutte le persone che in questi giorni si rammaricano che un'istituzione si è mostrata disponibile voglio ricordare che l'Italia è una Paese solidale. Al di là di tutti gli errori che una persona può commettere, l'importante è che quando si lancia un grido d'allarme c'è una persona pronta a raccoglierlo.

Una scelta quanto meno impopolare a giudicare dalle reazioni e dai commenti che si possono leggere su web. Forse la Polverini dovrebbe fare più attenzione alle parole che usa visto che "A tutti coloro che chiedono attenzione", "l'Italia è una Paese solidale" e "quando si lancia un grido d'allarme c'è una persona pronta a raccoglierlo" potrebbe indurre, non senza ragione, molti altri italiani a chiedere altrettanta solidarietà. Concittadini che hanno vissuto e vivono come la formica, al contrario del Califfo che infondo si è sempre vantato di non badare a spese (soprattutto quando di mezzo c'erano le donne ) e di non pensare alla vecchiaia (che però inesorabile arriva per tutti) e che infondo, come la cicala, ha speso e sperperato tutto quello che il suo "talento" gli aveva permesso di guadagnare. Forse, il fatto di trovarsi in difficoltà economiche (sempre che 1600 euro al mese per i diritti d'autore possano considerarsi tali!) può benissimo essere considerato una conseguenza delle sue, rispettabili ma né più né meno di tutte le altre, scelte di vita. Come dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso... ma non si arroghi poi il diritto di poter chiedere (e magari ottenere) un vitalizio mensile dallo Stato. Il senatore del Pdl Domenico Gramazio, che per altro ha accompagnato il Califfo in Regione, ha dichiarato sempre al Corriere.it: "Ho parlato con il ministro Bondi che ha già dato disposizione al capo di Gabinetto di espletare la pratica per far sì che Franco Califano possa avere accesso alla legge Bacchelli che prevede un massimo di 24mila euro di pensione annuale". E se qualcuno fosse preoccupato per il suo stato di salute (mentale e fisica) sappia che anche il centro benessere Messeguè in provincia di Terni ha mostrato tutta la sua solidarietà al Califfo: "Da noi c'è pronta una stanza per lui, ovviamente tutto a titolo gratuito (ovviamente!) perchè non posso pensare di abbandonare un amico... Può stare da noi tutto il tempo che gli serve per superare questa grande solitudine e malinconia". Franco Califano santo subito!

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