lunedì 13 settembre 2010

Coppa America: sfida tra catamarani

La Coppa America, dopo 159 anni, sceglie i multiscafi, come nell'ultima (singolare) edizione dello scorso febbraio, nella sfida tra Alinghi e Bmw Oracle. Sembrava un capitolo a parte, un episodio bizzarro frutto del braccio di ferro tra i due magnati che si contendevano il trofeo sportivo più antico del mondo, Larry Ellison ed Ernesto Bertarelli. Nel 2013 gli sfidanti che vorranno contendere il trofeo ora custodito dal Golden Gate Yacht Club di San Francisco, lo dovranno fare realizzando un catamarano con le caratteristiche di base presentate a Valencia da Russel Coutts, plenipotenziario di Larry Ellison e del defender Bmw Oracle, insieme a Vincenzo Onorato, che con il Mascalzone Latino Audi Team ha il ruolo di Challenger of Records, ovvero di rappresentante di tutti gli altri possibili sfidanti. Quella decisa dal detentore è una vera e propria rivoluzione. Radicale, ma non del tutto inattesa. Era nell'aria già quando Ellison aveva conquistato il trofeo nel duello contro il team svizzero di Bertarelli e aveva lasciato aperte le porte alla possibilità di un futuro di Coppa America affidato proprio ai multiscafi. E Russel Coutts, insieme al Challenger of Records, in questi mesi ha avviato un percorso di ampie consultazioni con tecnici, progettisti, rappresentanti dei team possibili sfidanti, per valutare quale sarebbe stata l'opzione migliore tra proseguire con i monsocafi (seppur di nuova concezione) o ideare una nuova classe di multiscafi per l'America's Cup. E alla fine, la scelta è stata per quest'ultima ipotesi. Nasce così l'AC72, un catamarano con ala rigida (al posto della tradizionale vela principale), sul modello di quella usata proprio da Oracle per il trimarano che ha trionfato nella 33esima edizione. Le nuove imbarcazioni in gara saranno lunghe circa 22 metri, larghe 14, con un albero di 40 metri, 7 tonnellate di peso, superficie velica di circa 300 metri quadrati, manovre comandate da sistemi idraulici e soli 11 uomini di equipaggio invece dei 17 dei monoscafi. Saranno un po' meno grandi dei due giganti visti in regata a Valencia per la 33esima edizione (30 metri di lunghezza e quasi altrettanto in larghezza), ma sempre in grado di sollevare uno scafo e già con 5 nodi di vento, intensità che lascerebbe fermi in attesa del via i "vecchi" monoscafi della classe Iacc, e sviluppare una velocità superiore a quella del vento reale anche ben sotto i 10 nodi. Insomma è stata data priorità allo spettacolo sia per l'aspetto visivo (dalla prossima edizione cameraman a bordo durante la regata), sia per quello delle attese di condizioni meteo ideali, che erano un problema e dovrebbero ridursi. Per il futuro prossimo, quello della 34esima Coppa America, l'unico elemento ancora da definire è la sede. Trattative e valutazioni sono tuttora in corso. L'annuncio sarà dato a fine anno. Speriamo solo che lo spettacolo non sarà noioso come nell'ultima, squallida, edizione.

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