lunedì 31 dicembre 2007

Salutando il 2007

Alla fine ci siamo! Oggi é il 31 dicembre e questa sera impazzeranno i festeggiamenti... per quanto ci riguarda siamo già pronti, con le bottiglie di spumante in mano, per stappare e brindare al 2008. Come sarà quest'anno? Sicuramente difficile, visto la crisi che ci attanaglia da tempo... e sempre i soliti volti in televisione ed in politica. Ti viene proprio voglia di lasciarlo questo paese e trasferirti il più lontano possibile, dove l'unica cosa che possa avere a che fare con la nostra nazione é il buon cibo italiano. Un augurio a tutti e... arrivederci all'anno prossimo!!!

domenica 30 dicembre 2007

Il capodanno del 2007

Alla fine é fatta! Anche quest'anno siamo riusciti ad organizzare la serata di capodanno... quasi il giorno prima!!! In perfetta antitesi con quelle che sono i miei propositi: che fatica! Comunque la decisione presa sembra essere la migliore: una bella cenetta in compagnia tra amici! Le proposte per quest'anno era varie: la mega-abbuffata in agriturismo, che prevedeva una cena in stile "matrimonio" al costo di 80 euro a persona... una cena nella villa fuori Roma degli amici degli amici... un salto a Napoli per un'atmosfera più raccolta e familiare... e via dicendo! Io comunque guardo avanti e già penso al prossimo Natale: un bel viaggio, la cui partenza é già stata fissata al 20 dicembre 2008 per una destinazione molto remota: l'Australia. Ormai é deciso e non ci sono santi che tengano! Ho già dato un'occhiata ai biglietti e le prime offerte per il volo di andata e ritorno partono da 770 euro...

Venti anni di domini .it

Ricorre in questi giorni il ventesimo anniversario della nascita del primo sito internet con dominio .it: a divulgare la notizia è stato il CNR stesso che da allora ha il compito di gestire l'assegnazione dei domini. Era infatti il 23 dicembre 1987. E dire che in quell'anno io giocavo spensieratamente con il mio bel Commodore 64, macchina che conservo ancora gelosamente (e perfettamente funzionante) nel mio armadio!

Oggi i siti aventi dominio .it sono oltre 1,5 milioni e questo traguardo ha una significativa importanza per comprendere l'evoluzione e l'attuale diffusione di internet nel nostro Paese. Anche gli esperti del CNR, inizialmente, non immaginavano le potenzialità del fenomeno internet: a riprova di ciò le registrazioni nel periodo tra il 1987 e il 1993 sono state effettuate in maniera informale. In un primissimo periodo erano solo enti scientifici, università o istituzioni che richiedevano la registrazione di un dominio .it: il vero punto di svolta fu il 1993 quando venne deciso di istituire una vera e propria anagrafe per gestire le nuove registrazioni. Oggi, invece, registrare un proprio dominio .it è diventata quasi una prassi di vita quotidiana!

Meizu M8: l’anti iPhone!

E’ da tempo che leggo su internet notizie di Meizu M8, il clone cinese di iPhone. Ma, nonostante la quantità enorme di informazioni sul prodotto (spesso inventate!), non si riesce proprio a tracciarne un quadro definito. Tra le altre cose, sorge infatti spontanea la domanda: Meizu M8 è veramente un anti-iPhone o si tratta semplicemente di una brutta copia del gioiellino Apple?

Sono finalmente disponibili le prime foto sul sito ufficiale. Sembra infatti una replica perfetta di iPhone, con la porta USB, la fotocamera e il pulsante di collocamento posti nei medesimi punti. Identico anche il design: cambia solamente il colore, dal momento che il Meizu è tutto nero e non placcato argento come il progenitore Apple. Ma forse la scelta migliore é quella di non dover utilizzare iTunes per la sincronizzazione del dispositivo! A cosa serve infatti tanta tecnologia se il passo pù importante per poter utilizzare il dispositivo Apple é così macchinoso e lento?!?

Disponibile SP3 per Windows XP

Dopo il tour-de-force alimentare che ha coinvolto un pò tutti in questo periodo, torniamo ora a parlare un pò di informatica, con una notizia che potrà fare piacere a molti. E' infatti di questi giorni la notizia ufficiale che microsoft rilascerà a breve (per la prima parte del 2008) la service pack 3 per Windows XP.

Riporto di seguito le principali novità introdotte in questa release:
  • Microsoft Management Console 3.0
  • MS XML 6.0
  • Microsoft Windows Installer 3.1 v2
  • Background Intelligent Transfer Service 2.5
  • IPsec Simple Policy Update
  • Wi-Fi Protected Access 2 (WPA2)

Per quanto riguarda le nuove funzionalità introdotte :

  • "Black Hole" Router Detection
  • Client per Network Access Protection (NAP)
  • Microsoft Kernel Mode Cryptographic Module

Chi volesse maggiori informazioni può visitare questo link. Quest'aggiornamento sarà disponibile esclusivamente per le versioni a 32 bit. Per le versioni a 64 bit é invece possibile utilizzare la Service Pack di Windows Server 2003 x64.

sabato 22 dicembre 2007

Buone feste a tutti!

Ormai ci siamo! Anche quest'anno le vacanze sono arrivate e siamo tutti pronti a partire! Puntualmente hanno incominciato a fioccare gli auguri di Natale da parte degli amici... ormai si fanno solo tramite email! Pubblico questa "vignetta" ricevuta da David e menziono Katia, perché é riuscita a spedire un'email lunghissima di auguri con foto e scritte esclusivamente in inglese. Credo comunque che neanche lei sia riuscita a leggerla tutta: a metà strada ti si chiudono gli occhi!!! In questi prossimi giorno non so se riuscirò a pubblicare qualcosa sul blog perché sono in partenza. Quindi, buone feste a tutti, e... ricordatevi di fare il pieno: tanto la benzina per Natale é regalata!!!

venerdì 21 dicembre 2007

La rivolta degli indiani Lakota

Alla fine non ce l'hanno fatta più neanche loro! Così gli indiani Lakota hanno deciso di stracciare i trattati firmati dai loro antenati con il governo Usa, quei trattati che vennero firmati più di 150 anni fa. E' netta la presa di posizione di una delle tribù Sioux più leggendarie, che ha dato alla storia figure come Toro Seduto e Cavallo Pazzo. Troppe violazioni, continui abusi "per rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita". Per questo, dicono, quei trattati sono ormai carta straccia. Una lotta che cerca di salvare quel che resta di un'identità seriamente in pericolo. "Non siamo più cittadini statunitensi e tutti coloro che vivono nell'area dei cinque Stati del nostro territorio sono liberi di unirsi a noi" attacca Russell Means, uno degli attivisti più famosi, annunciando tra l'altro che, a coloro che rinunceranno alla nazionalità statunitense, saranno consegnati nuovi passaporti e patenti di guida e, nella nuova entità statale, non si dovranno più pagare le tasse. Questa tribù é formata da formidabili combattenti. Gli stessi che guidati da Toro Seduto sconfissero il generale Custer nella battaglia di Little Big Horn, del 1876. Ma da allora molto tempo è passato. Oggi la loro storia parla di una media dei suicidi tra gli adolescenti di 150 volte superiore a quella statunitense, una mortalità infantile è cinque volte più alta e una la disoccupazione che tocca cifre altissime. E' un duro colpo per l'America, quell'America fiera che si é sempre vantata di aver domato il bisonte selvaggio... sparando con i fucili a chi si difendeva con le frecce.

Quei 44 gatti in fila per 2...

Quel gatto nero non le ha certo portato fortuna. Nel 1969 fu la regina dell'Antoniano di Bologna e a soli quattro anni furoreggiò vincendo lo Zecchino d'oro con la canzone «Volevo un gatto nero», autentico successo, anche internazionale. Oggi quella bimba bionda che arrossiva davanti a Mago Zurlì torna agli onori della cronaca ma per una vicenda di tutt'altro tenore: l'ex piccola diva, Vincenza Pastorelli, è stata arrestata dai carabinieri a Lecce per una vicenda di sfruttamento della prostituzione e droga. Insieme con lei è finito in manette il suo convivente. I carabinieri hanno appurato che la coppia aveva gestito due case d'appuntamento, nelle quali si prostituivano quattro ragazze. Per le prestazioni, i clienti, di ogni età e fascia sociale, pagavano dai 60 ai 150 euro. In un giorno, l'incasso era anche di 1.000 euro, metà dei quali spettavano alla tenutaria, che pagava le spese dell'appartamento. Nelle case d'appuntamento camuffate da centri massaggi, la donna leggeva anche le carte ai clienti che volevano «previsioni» sul futuro. Dalle indagini, i militari hanno avuto il sospetto che la donna stesse organizzando un giro di prostituzione anche nella vicina Pavia, dove si era trasferita. Le due case di Lecce sono state chiuse a fine agosto, quando la donna ha vinto la cattedra a Pavia, ed ha interrotto il rapporto col fidanzato. Per circa un mese, le due case sono state gestite dalle prostitute, che riconoscevano la percentuale alla Pastorelli, alla quale il contante veniva inviato con vaglia postali. Le richieste della donna erano sempre maggiori, e per aver i soldi, al telefono minacciava le prostitute. Ora avrà tutto il tempo per scrivere una nuova canzone di successo!

giovedì 20 dicembre 2007

Le follie dei nababbi

Probabilmente passeranno il resto della loro vita in galera per aver schiavizzato e sottoposto a sevizie le loro due domestiche. Mahender e Varsha Sabhnani, coppia milionaria newyorchese sono stati condannati a 40 anni di prigione da un tribunale americano per aver torturato psicologicamente e fisicamente due donne indonesiane che lavoravano nella loro casa in paesino nello Stato di New York. Le vittime di questa triste storia sono due donne a cui era stata promessa una paga di 200 dollari al mese in cambio del lavoro domestico. Invece, nel 2002, una volta arrivate a New York dall’Indonesia, le due donne sono state letteralmente sequestrate. I "padroni milionari" infatti si sono impadroniti dei loro passaporti e per anni oltre a svolgere le mansioni domestiche (spesso lavoravano 18 ore al giorno) sono state torturate, picchiate con oggetti contundenti, bruciate con acqua bollente e costrette a mangiare diversi quantitativi di peperoncino. Ma la lista delle atrocità é lunga... Una é riuscita a scappare dalla casa della coppia ed è stata trovata ferita e scossa da alcuni agenti in strada. Portata nell'ospedale più vicino le sono state curate le numerose ferite che aveva sul volto e sulle braccia. Più tardi la polizia ha fatto irruzione nella casa dei Sabhnani e ha trovato anche la seconda donna, nascosta in uno sgabuzzino. I due aguzzini sono stati portati in carcere e qui hanno passato quasi tre mesi prima di essere rilasciati su cauzione. Per riottenere una breve libertà, la coppia ha dovuto sborsare 4,5 milioni di dollari oltre a 10 mila dollari al giorno per pagare gli agenti di sicurezza che non li hanno mai persi di vista mentre erano agli arresti domiciliari. E' proprio vero che i soldi danno alla testa!!

L'iran prepara l'auto islamica

Crocifissi o santini appaiono spesso sul cruscotto di molte nostre automobili, ma non sono optional forniti dalla casa di produzione. Un guidatore credente si può mettere a giudare un pò più tranquillo. In Iran qualcuno però ha pensato di includere i simboli religiosi in quella che sarà la prima auto islamica ufficiale mai prodotta e, forse, la prima vettura religiosa mai realizzata al mondo, se si eccettua la Papa-mobile. «Questa auto sarà prodotta con le tecnologie più recenti, e si confronterà con gli standard planetari quando debutterà su vari mercati nel 2011» ha annunciato il presidente della casa automobilistica Iran Khodro.
Oltre a vari optional, l’acquirente potrà richiedere l’installazione di una bussola che indica sempre la direzione della Mecca e di uno scomparto fatto apposta per contenere il Corano. L'auto avrà un prezzo piuttosto appetibile, già fissato tra il 6.000 e gli 8.000 euro, i grado di competere con i colossi mondiali del mercato. A cosa siamo arrivati!

mercoledì 19 dicembre 2007

Moratoria contro la pena di morte

Oggi é un giorno importante, perché all'Onu é stata approvata la moratoria per l'abolizione della pena di morte. I voti a favore sono stati 104, quelli contrari 54 (tra cui Stati Uniti ed Iran), le astensioni 29. Quest'iniziativa è stata fortemente sostenuta dall'Italia. L'approvazione della risoluzione per la moratoria contro la pena di morte, che di fatto significa un invito alla "sospensione" di tutte le esecuzioni già programmate e il divieto di infliggerne di nuove da parte dei tribunali dà l'opportunità di aprire un dibattito anche in vista dell'abolizione. Certo, un primo passo, ma non sarà facile arrivare alla completa abolizione.

I complimenti a Nadia!

Quest'oggi pubblico in forma ufficiale i complimenti a mia moglie, Nadia! Mi trattengo dalle smancerie, poiché questo é un luogo pubblico, ma mi fa molto piacere riconoscerlo pubblicamente! E' riuscita a raggiungere ottimi obbiettivi con la sua azienda ed é stata giustamente gratificata... anche se il lavoro é drasticamente aumentato! Brava la mia dottoressa! Scusate se non c'entra niente, ma mi sono ricordato di pagare l'ICI!

Quel tarlo nella testa...

Sono diverse settimane che penso a questa cosa. Come un tarlo che lentamente si mangia il legno, nel mio cervello ho quest'idea. Riuscire a pubblicare, in modo costante nel tempo, UN POST al giorno, per quanti sono i giorni del mese. Per il mese di novembre ci sono riuscito e, spero, di non aver scritto troppe cavolate... ora ci provo con il mese di dicembre che, con le sue feste ed i ponti, pone questo mio obbiettivo, un pò oltre quello che potrebbe essere l'esito finale!

martedì 18 dicembre 2007

Il paese di pulcinella

Ebbene si! Ora é ufficiale! Anche la Spagna ci ha superati. Secondo le ultime pubblicazioni dei dati Eurostat la Spagna ha superato l'Italia di due punti percentuali nel PIL. Certo, non che ci sia così tanto da gioire, visto che la media europea dei 27 paesi membri é superiore di 5 punti, ma indica comunque per la spagna un fattore di crescita dell'economia. La Spagna è salita dal 103% al 105%, l'Italia è scesa dal 105% al 103%. Esattamente l'inverso! Certo, entrambi sono sotto il 110%, valore medio della zona euro, ma siamo ancora molto lontani dalla Francia (111%), dalla Germania (114%) e dalla Gran Bretagna (118%). Siamo proprio il paese di pulcinella! Un paese dove i consumi si sono arrestati. Dove i politici pensano solo a trarre vantaggi e favori dalla loro posizione ed il lavoro (non quello precario, da massimo 1000 euro al mese) é una chimera per molti. E gli americani si meravigliano?!? L'unica cosa che ci é rimasto é il sole, perché la buona cucina é diventata anche quella salata (visto i prezzi anche di una semplice pizza!)... ma le prospettive climatiche ci lasceranno ancora il bel clima. o diventeremo anche un'arida terra brulicante di sabbia e scorpioni?!?

I misfatti della BAYER farmaceutica

Ma voi lo sapevate che la Bayer (nota multinazionale farmaceutica tedesca) prima della seconda guerra mondiale produceva il famigerato "zyklon-B" usato per lo sterminio degli ebrei? Lo sapevate che il suo stabilimento si trova a circa 30km dal campo di concentramento di Auschwitz? Lo sapevate che gli ebrei erano obbligati a lavorarci forzatamente in queste fabbriche e ne sono morti 300.000 solo di stenti? Lo sapevate che gran parte dei suoi dirigenti sono stati condannati per crimini di guerra e nel 1950 l'azienda ha deciso di cambiare nome, per tornare sul mercato? Io non lo sapevo! Io l'ho scoperto per sbaglio solo oggi... cosi come stò scoprendo tutte le attività che questa multinazionale intraprende per "tutelare" la nostra salute. E' inutile dilungarsi con domande o risposte per cercare di esporre quello che é il mio pensiero. Già dalle precedenti domande vi lascio intendere quello che voglio dire. Vi consiglio invece di dare un'occhiata a questi tre link. Soprattutto il primo mi sembra molto utile. Gli altri due sono riferimenti alla storia della Bayer.

Da questi semplici link, aiutandovi magari anche con google, potete trovare una marea di notizie e... incominciare a riflettere.

Il Dalai Lama in visita a Montecitorio

Il governo cinese ha protestato ufficialmente contro la visita a Montecitorio del Dalai Lama: una protesta che sorprende tutti!!! La massima autorità religiosa tibetana, in visita a Roma la prima settimana di dicembre, ha avuto un incontro con oltre cento parlamentari italiani di vari schieramenti politici, rivolgendo loro un'appello di aiuto e sostegno morale e pratico per vedere riconosciuti i diritti che spettano ai tibetani. Diritti sanciti anche nella costituzione cinese. Non si é fatta attendere la protesta ufficiale del governo di Pechino che, attraverso l'ambasciatore cinese a Roma, bacchetta il presidente della Camera, chiedendogli di non offrirgli facilitazioni, poiché reo di attività separatista. Sarà una lunga battaglia...

domenica 16 dicembre 2007

Il cellulare si carica senza fili

Niente più caricabatterie, niente più cavi annodati. Questa volta l'arrivo sul mercato di sistemi di ricarica wireless potrebbe essere davvero vicino: i ricercatori dell'Università della Florida sostengono di aver realizzato uno schema molto efficiente, capace di trasferire fino al 70 per cento dell'energia assorbita dalla rete ai dispositivi posti sulla superficie attiva. Una piastra quadrata o rettangolare, sopra cui appoggiare cellulari, lettori MP3 e qualsiasi altro gadget elettronico ci sia in giro per casa permetterà di ricaricare in gran parte le batterie. Le ridotte dimensioni ed il peso ne favoriranno sicuramente la diffusione. Sarà infatti un oggetto più piccolo e leggero, facile da trasportare e dunque anche da vendere. Purtroppo i problemi da superare non sono terminati. La base funziona, ma il difficile viene adesso: sviluppare un'elettronica capace di gestire tutte le possibili (quasi infinite) combinazioni della vita reale. Un cellulare che ha bisogno di 5 volt, un altro che invece si ricarica con non meno di 7, senza contare la macchina fotografica che non si accontenta di nient'altro che di 12 volt pieni. Combinazioni che i ricercatori devono imparare a gestire, e che rendono la fase finale della progettazione della base quella più complessa. Una volta completata, toccherà ai ricevitori, sorta di micro-antenne, da integrare nei dispositivi: dovranno essere abbastanza piccoli da poter essere inseriti agevolmente negli apparecchi, ma altrettanto efficienti per svolgere il loro compito. Restando sui ricevitori, c'è un altro piccolo problema: il calore. A causa delle ridotte dimensioni, alcuni componenti che permetterebbero di frenare l'aumento di temperatura nella batteria in carica non possono essere utilizzati. Ne conseguono diversi problemi operativi, anche questi da risolvere prima dell'arrivo sul mercato: pena l'esplosione di qualche cellulare. La corsa ai caricabatterie senza fili non si ferma e il professor Lin resta ottimista. Nel futuro vede scrivanie con il suo dispositivo integrato, capaci di tenere in carica laptop e cellulari durante la giornata senza le complicazioni dei cavi: un miraggio?!?

giovedì 13 dicembre 2007

Alba nuovamente on-line!

Con grande piacere quest'oggi ho ricevuto la notizia che aspettavo da tempo... il grande ALBYBLOG é nuovamente tornato on-line! Per quanti volessero visitare il sito potete cliccare sul nome del blog! Grazie Alba, maaaa... il servizio di consegna gelati a casa, quando entrerà in servizio?!?

Mi permetto di pubblicare la sua foto più emblematica (per la quale detengo il copiright e l'autorizzazione alla pubblicazione), scattata nel pieno della sua attività lavorativa, come responsabile per la sicurezza in azienda...

L'Italia vista dal NY Times

Altamente schifato dalla situazione del nostro paese (a prescindere dalla situazione politica) pubblico di seguito un'articolo dal blog di Beppe Grillo: "Il New York Times ha pubblicato oggi un servizio sull’Italia che sta affondando e sul V-day. Sul suo sito sono presenti un lungo articolo, un video e una raccolta di fotografie dal titolo “A life less dolce” (Una vita meno dolce). Dall’articolo “In a Funk, Italy sings an Aria of disappointment”: “Il modello di vita low-tech (a bassa tecnologia) può ammaliare i turisti, ma l’utilizzo di Internet e del commercio elettronico sono tra i più bassi di Europa, così come gli stipendi, gli investimenti dall’estero e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e il costo dell’amministrazione pubblica sono invece tra i più alti. Gli ultimi dati fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri. Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l’Italia. Ronald Spogli, l’ambasciatore americano che conosce l’Italia da quaranta anni, avverte che l’Italia rischia una diminuzione del suo ruolo internazionale e delle relazioni con Washington. I migliori amici dell’America sono i business partner e l’Italia non è tra i più importanti. La burocrazia e regole poco chiare hanno portato gli investimenti USA in Italia a soli 16,9 miliardi di dollari nel 2004 mentre in Spagna erano 49,3 miliardi. In Danimarca il 64% delle persone ha fiducia nel Parlamento, in Italia il 36%. Le statistiche indicano che l’11% delle famiglie italiane vive sotto il livello di povertà e che il 15% ha difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio”. Così ci vede il mondo. Tutte cose che chi frequenta il blog conosce da tempo, ma è confortante vederle scritte su un giornale di livello internazionale."

Tutti a piedi!

In questi giorni, nel nostro caro ed amato paese é successo l'impossibile: il blocco totale dei trasporti merci, con pesanti ripercussioni sulla nostra vita quotidiana. Gli autotrasportatori hanno deciso di scioperare, sull'onda lunga dei tassisti, bloccando tutti i rifornimenti di qualsiasi genere... una follia, che neanche nell'ultimo dei paesi sottosviluppati (parlando con rispetto) sarebbe potuto accadere! In pochi giochi hanno incominciato a scarseggiare beni fondamentali come benzina, alimenti e medicinali... e la gente, presa dalla psicosi, ha fatto incetta di ogni cosa, amplificando i disagi. Mi fermo qui nel descrivere gli avvenimenti, noti a tutti, ma mi chiedo in quale stato di diritto (a prescindere dal governo al potere, di destra o di sinistra) possano accadere simili avvenimenti senza che siano presi seri provvedimenti di prevenzione (ma aggiungerei anche di repressione, visto che solo il 50% degli aderenti era d'accordo con lo sciopero, e gli altri sono stati costretti a fermarsi in malo modo da questi "banditi") per un'attegiamento ingiustificabile nei confronti della nazione intera... e voi pensate che i commercianti butteranno via tutti gli alimenti che in questi giorni sono rimasti in condizioni igieniche precarie ammassati nei camion? Ne dubito proprio, quindi occhi aperti nei supermercati!!!

lunedì 10 dicembre 2007

«Italia addio. È meglio New York»

Permettetemi di pubblicare quest'intervista rilasciata da Simona Ventura. Appena l'ho letta non ho avuto dubbi: dovevo pubblicarla anch'io sul mio blog :
Italia addio. In un'intervista esclusiva concessa a Tv sorrisi e canzoni Simona Ventura, fresca reduce dal trionfo della quinta edizione dell'Isola dei famosi, confessa a sorpresa la sua intenzione di trasferirsi negli Stati Uniti per completare il suo bagaglio televisivo. «Sono pronta per trasferirmi a New York dove sto comprando una casa e dove spero di lavorare in un tipo di tv che qui in Italia possiamo solo sognare. Ho già preso accordi per svolgere uno stage in una televisione americana - dice la popolare conduttrice -. Perché voglio anche impadronirmi del loro modo di lavorare». «In questi anni ho studiato molto bene l'inglese e ora mi sento pronta» rivela SuperSimo. «Voglio studiare come fanno televisione. Un modo che noi possiamo solo sognare: prendiamo per esempio un programma come quello di David Letterman - continua -, il mio idolo, sarebbe impossibile da noi, dove la parodia è vista come un'arma contro il personaggio. Noi non abbiamo capito nulla. Non abbiamo il loro senso della libertà, la loro ironia nella comunicazione». Per questo Simona sta comprando casa a New York. «È la città dove vorrei vivere se non vivessi in Italia. Ho una proposta d'acquisto per un appartamento. Speriamo bene. il sogno della mia vita poter avere un buco nella Grande Mela».

A Simò: ma-vaffan...biiiiiip!!! Pure l'intervista in esclusiva c'hai rilasciato! A Simò: ma-ri-vaffan...biiiiiiip!!!

domenica 9 dicembre 2007

I disastri degli imbecilli...

Nei giorni scorsi é avvenuto un nuovo incidente ad una petroliera che ha provogato enormi danni ambientali. Ormai é solo una corsa contro il tempo per cercare di arginare i danni provocati dalla Hebei Spirit la nave che sta scaricando a mare oltre 10 mila tonnellate di greggio. Volontari, esercito ed esperti cercano di salvare quello che resta dell'ex patrimonio ambientale del Paese. Ma l'ecosistema sembra ormai compromesso. Io mi chiedo: ma come fanno a scontrarsi in mare una petroliera ed una chiatta a rimorchio di un'altra nave?!? Mica sono motoscafi?!? E lentamente un'altro angolo di paradiso si avvia verso l'estinzione...

Commodore 64: tanti auguri!

Il Commodore64 ha venticinque anni ed é stato il computer più venduto nella storia. Anche io ne possedevo uno... Sbarcò infatti nei negozi di tutto il mondo alla fine del 1982, ma ancora oggi il suo ricordo è vivo fra i milioni di utilizzatori. Ha venduto 17 milioni di pezzi, aveva una memoria di 64 kilobyte (enorme per l'epoca ma ridicola se paragonata a quella di un odierno telefonino) e costava 595 dollari. A corredare la macchina un catalogo di diecimila programmi, fra cui giochi famosi ancora oggi , come Pac-man o Super Mario Bros, ma anche i primi fogli di calcolo e programmi di scrittura. E' stato qualcosa di totalmente nuovo. La prima macchina accessibile a tutti con un linguaggio di programmazione semplice (il Basic) che permetteva a molti di crearsi i programmi da soli. La nostalgia del Commodore 64 è tuttora forte, ed è tangibile nella rete: sono migliaia i siti e i fan club dedicati alla macchina e quasi tutti i giochi sono ancora disponibili grazie a emulatori che permettono di farli girare anche sulle macchine moderne. E' molto facile anche poter comprare esemplari e periferiche perfettamente funzionanti. In fondo chi può dimenticare quegli anni? "Load...press play on tape...run" e, in particolare, le lunghe attese davanti il monitor per aspettare che i giochi venissero caricati...

venerdì 7 dicembre 2007

I tropici avanzano

Se avete conservato i libri di scuola, andate al capitolo relativo ai Tropici, quelle fasce comprese fra l'equatore e 23 gradi di latitudine Nord o Sud, e aggiungete a matita rossa: “Ora si estendono fino a circa 28 gradi”. La conferma dell'espansione delle fasce tropicali, già sospettata alcuni mesi fa, ma in misura molto minore, arriva da osservazioni effettuate negli ultimi 30 anni con satelliti artificiali in orbita terrestre e viene accolta con rinnovata preoccupazione dalle migliaia di delegati riuniti a Bali per la tredicesima conferenza internazionale sui cambiamenti climatici. Lo studio che cambia la geografia dei Tropici è stato condotto da un'equipe di scienziati cooordinato dalla climatologa americana Dian Seidel, della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), da pochi giorni pubblicato sulla rivista 'Nature Geoscience'. "I modelli prevedevano già una tendenza all'espansione della fascia tropicale dovuta all'effetto serra. Le prime misurazioni indicavano che tale fenomeno fosse limitato a circa 2 gradi. Ora, le accurate misure satellitari, diponibili dal 1979, mostrano un allargamento della fascia che in alcune zone arriva fino a 5,8 gradi, il che corrisponde a oltre 500 km sia a Nord che a Sud rispetto al Tropico del Cancro e a quello del Capricorno", hanno riferito gli autori della scoperta. Non si tratta soltanto di una curiosità geografica: l'espansione della fascia tropicale comporta dei cambiamenti i quali sono già sotto i nostri occhi, sotto forma di più frequenti ondate di calore, di periodi siccitosi che tendono a manifestarsi anche alle medie latitudini, di cicloni più intensi. Ciò che sta mutando, aggiungono gli autori dello studio, è la circolazione in quella parte dell'atmosfera chiamata 'cella di Hadley', un grande circuito in cui l'aria calda dell'Equatore sale di quota e di latitudine, si raffredda e poi ridiscende, compiendo il percorso inverso. "Il fenomeno è decisamente rilevante -commenta il climatologo Antonio Navarra dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), uno dei delegati scientifici italiani alla conferenza di Bali- poichè sembra correlato all'aumento del differenziale di temperatura fra l'Equatore e i Poli, fenomeno previsto a causa del riscaldamento globale, ma ancora non provato". I segnali del cambiamento climatico, insomma, si stanno moltiplicando, e non riguardano solo le temperature, i ghiacci o il livello dei mari, ma ora si evidenziano anche attraverso lo sconvolgimento dei grandi moti dell'atmosfera. Gli allarmi per questi cambiamenti non si limitano ai titoli dei giornali, ma coinvolgono direttamente il mondo della ricerca. Ieri nella indonesiana 'isola degli dei', sotto un sole cocente che ha portato le temperature a 35 gradi (qui dicembre dovrebbe essere il tempo delle grandi piogge), più di duecento scienziati di tutto il mondo hanno firmato un documento che lancia l'ennesimo ammonimento ai governi: "Le concentrazioni dell'anidride carbonica in atmosfera non devono superare le 450 parti per milione (attualmente sono 380) in modo che le temperature medie del pianeta non aumentino oltre i 2 gradi. Altrimenti il danno potrebbe essere irreversibile e le conseguenze per la civiltà umana catastrofiche”. I firmatari hanno indicato anche un limite temperale ai governi per agire e ridurre drasticamente le emissioni di gas serra: 15 anni. “Dopo sarebbe troppo tardi”.

giovedì 6 dicembre 2007

Dall'Olanda al Polo Sud a 5km/h

In viaggio dall'Olanda al Polo Sud, attraversando l'Africa, su un trattore. E' la missione di Manon Ossevoort, una trentenne olandese che è stata ormai ribattezzata la "donna trattore", e che prevede di arrivare a destinazione nel novembre del 2008. Il suo sogno, come lo chiama lei, si concretizza nell'estate del 2005 con la partenza dalla città di Terschelling, in Olanda. "Sono cresciuta in una zona rurale, e i contadini mi avevano parlato bene di questo trattore, molto resistente. Peccato che si siano dimenticati di dirmi che è molto lento", scherza la protagonista del viaggio, che si è diplomata nel 2002 in una scuola di teatro di Amsterdam. Il trattore, modello Deutz D 68 06, classe 1974, raggiunge una velocità massima di 20 chilometri orari, anche se quella media è di cinque chilometri orari. Lentamente, però, ha già percorso 20mila chilometri e, nei prossimi 11 mesi, ne macinerà altri 15mila. Dalle piramidi in Egitto, lungo il fiume Nilo in Sudan, passando per le vette dell'Etiopia e il lago Vittoria in Uganda, Manon guida per 10 ore al giorno, mentre la notte dorme in una tenda montata sullo stesso trattore. "Non è molto comodo, soprattutto quando piove - racconta - perché l'acqua riesce ad infiltrarsi". Se le popolazioni locali sono state tutte indistintamente accoglienti e curiose nei suoi confronti, una sola volta Manon se l'è vista brutta: "E' stato quando mi sono trovata di fronte a un elefante nel Masai Mara", ricorda. "Il mio viaggio è un sogno - spiega Manon, che ha anche creato un sito in continuo aggiornamento, oltre ad aver scritto un libro - che si realizzerà al Polo Sud". E spiega: "La lentezza del trattore simboleggia il fatto che per esaudire un desiderio ci vuole del tempo. E, indipendentemente dalla velocità, se ti impegni al massimo, lo realizzerai".L'intrepida viaggiatrice conta di arrivare al Polo Sud alla fine del prossimo anno, dopo aver caricato il trattore su una nave, al Capo di Buona Speranza. Non appena sarà giunta a destinazione, vuole incastonare nel ghiaccio i messaggi scritti raccolti, soprattutto nel continente africano. In particolare quello di un bambino di 11 anni, della Tanzania. "Vorrei - ha scritto il bimbo - diventare il presidente di questo Paese, e sono contento che la donna trattore possa portare questo mio desiderio fino al Polo Sud". Nel 2002 Manon aveva portato a termine un altro singolare viaggio: sempre su un trattore andò a Parigi per bere una tazza di caffè sotto alla torre Eiffel.

Una Las Vegas in Spagna

Il deserto spazzato via, al posto dell'arida terra tra Madrid e Barcellona, il più faraonico progetto di casino e parchi a tema, che sia mai stato pensato in Europa. E' con quest'idea che nascerà la "Gran Escala" o più semplicemente la Las Vegas d'Europa. La giunta regionale dell'Aragona ha infatti approvato un progetto per la costruzione di un'area dedicata al gioco d'azzardo nel deserto di Los Monegros, nell'est della Spagna. Secondo il progetto, su una superficie di 5.000 ettari troveranno posto 32 hotel-casinò, due parchi tematici, un ippodromo, uno stadio e svariate aree residenziali. Il completamento dell'opera dovrebbe avvenire entro i prossimi dieci anni. La "International Leisure Development", il consorzio promotore del progetto, prevede un investimento di circa 17 miliardi di euro. La località di Los Monegros, a metà strada fra Madrid e Barcellona, è stata scelta per via degli ottimi collegamenti e del regime fiscale agevolato. I parchi gioco saranno costruiti seguendo il tema "James Bond" e verranno chiamati Spyland. I finanziatori sperano che il complesso attrarrà 12 milioni di visitatori all'anno e che diventerà il resort casinò più ampio e frequentato d'Europa. Il complesso conterrà, proprio come Las Vegas, anche cappelle per sposarsi, uno stadio, un centro conferenze e perfino un'arena da rodeo. Saragoza, capitale della provincia di Aragona, è già popolare meta turistica, e sarà sede dell'Expo 2008. Vista la natura del progetto ci si aspetta delle opposizioni da parte degli ambientalisti ma in gioco c'è il miraggio di un giro d'affari da miliardi di euro l'anno! Sarà una dura battaglia!

mercoledì 5 dicembre 2007

Il giallo del dirottatore fantasma

E' il 24 novembre 1971, la vigilia del Giorno del Ringraziamento. Sul volo Northwest diretto a Seattle, Oregon, ci sono appena 36 passeggeri. Al posto 18C siede un signore che dice di chiamarsi Dan Cooper. Impermeabile nero, giacca e cravatta nera, occhiali da sole che mette e toglie continuamente. Alle 14.58 Cooper passa alla hostess Florence Staffner un foglietto. C'è scritto: «Ho una bomba, sono pronto ad usarla se necessario. Siete dirottati». Poi le fa vedere il contenuto di una valigetta. Fili collegati a cilindri, può sembrare davvero un ordigno. Inizia da quel pezzettino di carta un mistero mai risolto: quello di «DB Cooper» il dirottatore e dei 200 mila dollari ottenuti come riscatto per i 36 passeggeri. Un giallo rimasto senza un colpevole, ma tanti sospetti. L'ultimo è spuntato fuori poche settimane fa. Ma torniano alle 14.58 di quel 24 novembre. La hostess spiega al pilota le condizioni di Cooper. Il jet, un Boeing 727, deve rimanere in quota fintanto che all'aeroporto di Seattle non avranno preparato 200 mila dollari e quattro paracaduti. Tutti obbediscono. Alle 15.45 l'aereo atterra, avviene lo scambio: a bordo restano tre membri dell'equipaggio e il pirata. Alle 19.38 il jet decolla di nuovo. Cooper ordina far rotta sul Messico, volando a bassa quota, con i flaps inclinati di 15 gradi. Poi chiede alla hostess di spiegargli come si possa aprire la porta d'uscita sul retro. Alle 20.15 Cooper sparisce: si è lanciato mentre il jet era sullo stato di Washington, lungo il fiume Columbia. All'esterno la temperatura è gelida, tira un vento fortissimo. Nessuno sa con esattezza dove possa essere atterrato. Le operazioni di ricerca sono ostacolate dal maltempo. E il pilota di un caccia mandato all'inseguimento del Boeing non è riuscito a vedere nulla di significativo. Il caso di Db Cooper - uno pseudonimo - si perde tra le foreste della zona. La polizia cerca e ricerca mentre gli scettici scuotono la testa: «E' crepato, non poteva farcela». La storia si riapre nel febbraio del 1980 per merito di Brian Ingram, 8 anni. Il bambino durante una scampagnata trova un «tesoro». Quattromila dollari, coperti dalla terra, sulla sponda del fiume Columbia. Sono una parte del riscatto ottenuto da Cooper. La scoperta sembra confermare la tesi di chi pensa che il pirata sia deceduto e spinge molti «cacciatori» nella zona: sperano di trovare il resto del bottino. L'Fbi, invece, si concentra sul dirottatore. Nella lista dei sospetti - oltre 1000 individui - entrano ed escono diversi personaggi. Gli indizi non sono molti e gli agenti devono anche guardarsi dalle false piste. Perchè Cooper diventa una figura leggendaria. Come Jesse James e Billy the Kid. Non è motivo di vergogna essere associati a DB, anzi è un onore. In fondo non ha fatto male ad una mosca. La lunga caccia riserva risvolti drammatici e bizzarri. L'Fbi, nel 1972, pensa di averlo identificato. Si chiama Richard McCoy ed ha compiuto un dirottamento simile a quello di DB. Inoltre è un ex membro nelle forze speciali, è un veterano del Vietnam, dunque ha fegato da vendere. E infatti McCoy non si fa prendere vivo: arrestato una prima volta, evade, e viene ucciso in una sparatoria con i federali. Scrivono un libro su di lui indicandolo come il vero DB. Ma sono in pochi a crederlo, compresa la hostess Florence Schaffer che dopo tanto tempo precisa: l'identikit dell'Fbi è sbagliato. Da film la storia di un altro sospetto. Duane Weber. Nel 2000 la moglie racconta che il marito, durante un sonno agitato, pronuncia una frase strana: «Ho lasciato le impronte sulla scala posteriore». Parole che assumeranno per lei un significato diverso quando, il 28 marzo 1995, Duane prima di spirare sussurra: «Sono io Dan Cooper». L'Fbi, dopo mesi di indagini, lo scagiona. Avanti un altro. E’ Kenneth Cristiansen, ex parà ed ex dipendente di una compagnia aerea. La sorella, in una intervista uscita alla fine di ottobre, sostiene che Kenneth era il «vero DB Cooper». Ed elenca le prove come fossero medaglie: si era comprato una casa nella zona del lancio dopo il dirottamento, si sapeva paracadutare, conosceva la regione, assomiglia all’uomo dell’identikit. L’Fbi controlla ma esclude che si tratti della stessa persona. Rispunta anche Brian Ingram, il bambino che aveva trovato parte del riscatto. Ora, adulto, ha deciso di mettere all’asta alcune banconote. Frammenti di una storia che non sembra finire mai.

martedì 4 dicembre 2007

Gli scenziati studiano la tombola

È il dilemma che arriva insieme all'ultima fetta di pandoro: azzardare l'investimento del tabellone oppure volare basso e accontentarsi delle cartelle? Finalmente c'è una risposta scientifica, addirittura con il marchio ufficiale del Consiglio nazionale delle ricerche. Rispetto al tabellone, le possibilità di vincita sono esattamente le stesse se di cartelle se ne scelgono sei e se in quelle sei non c'è mai un numero ripetuto due volte. Il trucco è semplice, a prova di riflessi da cenone: tutte le cartelle hanno un numero progressivo segnato in alto a sinistra. Basta prenderne sei in fila (dalla 1 alla 6 oppure dalla 24 alla 32) per essere certi che di ripetizione non ce ne sarà nemmeno una. I fabbricanti seguono la stessa regola: così si avranno tutti i numeri dall' 1 al 90 e le stesse possibilità di vincita del tabellone. In realtà i giocatori esperti lo sanno già: specie nella tradizione napoletana chi compra sei cartelle le riceve numerate in fila. Insomma, il consiglio della nonna e il Consiglio nazionale delle ricerche dicono la stessa cosa: ma vuoi mettere il figurone con i parenti? La conclusione è frutto del lavoro, serio ma divertito, di Roberto Natalini ed Ennio Peres, tutti e due con il pallino della matematica e un certo interesse per il gioco. Il primo perché ricercatore dell'Istituto per le applicazioni di calcolo del Cnr e perché anni fa ha vinto un prosciutto alla tombola della festa dell'Unità di Viareggio. Il secondo perché in Italia è tra i più apprezzati «giocologhi» (definizione sua), cioè esperto dei meccanismi che si nascondono in cruciverba, sudoku e affini. L'idea nasce a Natale dell'anno scorso, per colpa di un bambino di sette anni: la nonna sta già mischiando i numeri nel bustone e lui dice ai genitori di non prendere il tabellone perché «così vincere è troppo facile». Mamma e papà si chiedono se hanno tirato su un genio o più semplicemente un rompiscatole. E telefonano seduta stante a Natalini, il ricercatore del Cnr che poi è un amico di famiglia. Lui promette di esaminare la pratica nei ritagli di tempo e chiede aiuto a Peres, il giocologo, conosciuto qualche anno prima. Natalini mette su un modello matematico semplificato: una tombola con soli quattro numeri perché altrimenti il calcolo sarebbe troppo complicato. Poi, con meccanismi che le nostre povere menti non sono in grado di comprendere, estende il modello a una tombola da 90. Con le sei cartelle in fila e nessun numero ripetuto due volte le possibilità di fare tombola sono le stesse: 50% per il tabellone, 50% per le cartelle. Se nella cartelle c'è un numero ripetuto due volte, il tabellone vince nel 51,4% dei casi; se le ripetizioni sono due, il tabellone sale al 52,4%, e così via. Il giocoloco Peres apre un forum sul suo sito Internet e fa un balzo quando legge il messaggio di un misterioso Piero da Fermo, nome di fantasia ispirato al famoso matematico francese Pierre de Fermat. Piero dice di aver fatto una simulazione al computer: su 10 mila estrazioni, il tabellone vince 4.711 volte, le sei cartelle senza ripetizione quasi lo stesso, 4.721 (le altre finiscono pari). Con una ripetizione il tabellone vince di più: 4.874 contro 4.549. Con due ripetizioni la forbice si allarga: 5.411 contro 4.119. Peres fa le sue verifiche ed esulta: è la pratica che conferma la teoria. Lo studio finisce sulla rivista del Cnr. E, probabilmente, nelle chiacchiere degli italiani sotto l'albero di Natale.

lunedì 3 dicembre 2007

U.S.A. 10 impronte per entrare!

D'ora in avanti ai controlli di frontiera rileveranno tutte le dieci impronte digitali. Il programma US-VISIT prende il via questa settimana a cominciare dall'aeroporto internazionale di Washington Dulles. Entro marzo sarà operativo in altri nove scali. Entro la fine del 2008 tutte le frontiere saranno dotate delle apposite tecnologie. Finora per entrare negli Usa bastavano le impronte digitali di due dita. Ma dopo l'11 settembre i responsabili della sicurezza hanno avviato nuove misure antiterrorismo, l'ultima delle quali è questa: la rilevazione, attraverso appositi scanner, delle dieci impronte digitali di un individuo. Le autorità assicurano che le nuove procedure non dovrebbero allungare i tempi di attesa in dogana, peraltro solitamente lunghi. Il nuovo scanner è in grado di registrare le impronte delle dieci dita in pochi secondi. Dalle nuove misure sono esentati Messico e Canada. I responsabili del ministero dell'Interno hanno riferito che in futuro la rilevazione delle dieci impronte dovrebbe essere possibile già al momento dell'imbarco verso gli Usa, proprio per evitare le lunghe attese ai controlli al momento dell'arrivo. Che dire? Armiamoci di pazienza e partiamo...

Santa liposuzione...

Nostra Signora della Liposuzione. Alessandra Pierelli se l’è vista brutta: un intervento estetico in una clinica privata ha avuto delle impreviste complicazioni e la soubrette è stata ricoverata per alcuni giorni nel reparto di terapia intensiva del Gemelli di Roma. Ora, per nostra fortuna, si è ripresa e arriva l’immancabile ‘intervista dal capezzale’. Lo sguardo volto al cielo, il volto pallido ed emaciato, Alessandra “si riprende con biscotti e amore” e racconta la sua terribile esperienza, e di come la fede in Dio e le preghiere a Padre Pio l’abbiano aiutata a superare il dramma. Ci permettiamo di suggerire alla pia Pierelli, per la prossima volta, di sfruttare la fede in anticipo, adottando il “metodo Salma Hayek”, attrice che ha recentemente rivelato: “ho pregato che mi crescesse il seno e ho ricevuto una grazia”...

domenica 2 dicembre 2007

L'acqua è un bene pubblico!

In marcia per difendere l'acqua, "un bene comune che non va privatizzato". Quarantamila persone, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche per sostenere una legge di iniziativa popolare (già 400 mila le firme raccolte) per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell'acqua. Tra le tante manifestazioni, le più svariate, che Roma è abituata a ospitare quella di oggi in nome del diritto all'acqua che "non è una merce" è stata sicuramente tra le più insolite. E quella che al momento incassa anche un successo quasi immediato e quasi tangibile. Il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero promette infatti che la "ripubblicizzazione dell'acqua sarà uno dei punti della verifica di governo a gennaio". Il corteo, animato e colorato con tante gocce d'acqua di cartone, è stato organizzato dal Forum Italiano dei movimenti per l'acqua che raggruppa 70 associazioni e reti nazionali e circa mille comitati territoriali. Un arcipelago che ha sintetizzato in quattro punti le cose da fare subito: moratoria contro tutte le privatizzazioni; immediata approvazione della legge d'iniziativa popolare; ristrutturare la rete idrica nazionale che tra perdite e infiltrazioni aiuta il mercato delle privatizzazioni, "una grande opera pubblica" recita un cartello sarcastico. Infine la gestione pubblica e partecipata dai lavoratori e dalle comunità locali (http://www.acquabenecomune.org/). Nel corteo bandiere di diverse sigle. Tra le altre, quelle di Verdi, Prc, Sd, Pdci, Cobas, Cgil, Wwf e gonfaloni di alcuni comuni, come Gualdo Tadino. Fra i manifestanti anche i volontari dei "grilliromani", nati dal blog di Beppe Grillo. "Senza beni comuni come l'aria e l'acqua non possiamo vivere: sono diritti fondamentali degli esseri umani fin dalla nascita e non si possono ridurre a merce" ha affermato il missionario comboniano Alex Zanotelli, uno dei personaggi simbolo della battaglia per la ripubblicizzazione del sistema idrico in Italia. Con lui ha sfilato anche il leader dei Verdi e ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che ha sottolineato come "bisogna evitare che ci sia un tentativo di privatizzazione, che ci porterebbe - anche nel mondo - a vere e proprie guerra per l' acqua: noi non vogliamo correre questo rischio". Il ministro Ferrero ha appoggiato la manifestazione perché - ha scritto in un comunicato destinato al Forum delle acque - "l'acqua costituisce un bene di prima necessità che non può essere mercificato né, tantomeno, monopolizzato da qualche multinazionale". Una realtà, scrive il ministro, "ancora più vera in un momento in cui i cambiamenti climatici in corso stanno rendendo la scarsità delle risorse idriche un problema ancora maggiore rispetto al recente passato". Considerare perciò l'acqua come un bene pubblico è una strategia di salvaguardia per il futuro di tutti i cittadini. Il decreto fiscale appena approvato ha bloccato per un anno la privatizzazione dei servizi idrici. E' qualcosa, ma ancora troppo poco. "E' necessario - aggiunge il ministro - arrivare al più presto a una legge che conduca alla ripubblicizzazione integrale dell'acqua". E questo deve essere uno dei punti della verifica di gennaio.

venerdì 30 novembre 2007

Gli "schiavi" della rete

Milioni di computer in tutto il mondo sono stati infettati negli ultimi mesi da hacker che li hanno fatti entrare a far parte di network robotizzati, o «botnet», utilizzati per lanciare attività illegali. Lo ha reso noto l'Fbi, che ha individuato insieme alle autorità della Nuova Zelanda uno dei principali protagonisti dei cyberattacchi, identificato solo con il nome in codice «Akill». L'operazione «Bot Roast», lanciata dall'Fbi lo scorso giugno per dare la caccia alle reti di computer schiavizzati da hacker, aveva fatto emergere all'epoca l'esistenza di un milione di Pc infettati. Negli ultimi cinque mesi, secondo quanto riferisce ora il Bureau, ne sono stati individuati un altro milione e l'Fbi ritiene che siano vari milioni quelli interessati dal fenomeno su scala mondiale. Un botnet è una rete di computer compromessi e controllati a distanza, attraverso i quali i pirati informatici possono lanciare attacchi di virus e altre operazioni elettroniche, compreso il «phishing», la raccolta illegale di dati attraverso email e falsi siti internet che appaiono legati a banche o altre istituzioni legittime. Otto persone sono state incriminate in questi mesi negli Usa e l'Fbi sta ora lavorando con le forze di polizia del resto del mondo per individuare altri pirati informatici.

giovedì 29 novembre 2007

Pronto il viaggio per marte

Sarà un viaggio lungo sei mesi, durante i quali gli astronauti coltiveranno frutta e verdura guardando dal finestrino il Sole che si allontana. E al loro arrivo ad attenderli troveranno una comoda struttura per ospitarli. È più o meno questo il programma annunciato dalla Nasa per il viaggio dell'uomo su Marte, previsto per il 2031. Il progetto, già anticipato ma senza scadenza dal presidente George Bush nel 2004, inizia a prendere una forma precisa, anche se molti dettagli potrebbero essere modificati in corso d'opera. Al punto che anche il budget da stanziare è molto incerto: dai 20 ai 450 miliardi di dollari. Andremo quindi su Marte, ma non prima di aver fatto un po'di palestra sulla Luna, dove la missione statunitense è attesa per il 2020, e dalla missione lunare la Nasa conta di ricevere molti dati utili al viaggio verso il quarto pianeta del sistema solare. Tra questi dati grande importanza avranno quelli sulla salute degli astronauti e in particolare in riferimento all'esposizione ai raggi cosmici, di cui ancora non si conoscono bene gli effetti causati da un lungo periodo di esposizione. In attesa dei prossimi rilevamenti e degli eventuali aggiornamenti della missione, ecco come la immaginano e pianificano gli uomini della Nasa.
Le prime partenze spetteranno a due spedizioni che cercheranno di creare un habitat adeguato alla permanenza degli astronauti. Nel 2028 e nel 2029 verranno inviati sul pianeta rosso due moduli, uno per trasportare la struttura in cui l'equipaggio vivrà, l'altra per altro materiale utile alla spedizione. Sarà poi la volta degli uomini, la cui partenza è prevista nel 2031 e il cui mezzo di trasporto sarà una nave spaziale alimentata da carburante criogenico, che sfrutta l'ossigeno e idrogeno a bassissime temperature, usato anche per le missioni dello Shuttle come propellente per la fase di lancio.
Il viaggio dell'equipaggio durerà dai sei ai sette mesi, durante i quali gli astronauti coltiveranno frutta e verdura sia per prodursi il cibo necessario, che per l'equilibrio psicologico. Aria e acqua saranno riciclati e riutilizzati sulla nave spaziale. Inoltre i primi inviati su Marte dovranno essere in grado di riparare la maggior parte possibile dei componenti meccanici della nave, e probabilmente anche di costruirne di nuovi all'occorrenza. L'equipaggio dovrà infatti essere il più autosufficiente possibile, visto che rifornire la nave in corsa è impossibile e gli approvvigionamenti direttamente su Marte richiedono tempi e costi esorbitanti. Una volta giunto sul pianeta rosso, l'equipaggio vivrà nel modulo che li ha preceduti (i test del modulo abitativo marziano sono già in fase di sperimentazione nell'Antartide) per un periodo di diciotto mesi. La casa marziana sarà alimentata a energia nucleare. La missione durerà in tutto 30 mesi: 7 per l'andata, 18 di soggiorno, e altri 7 per il ritorno.

mercoledì 28 novembre 2007

Coccodrillo a bordo, tutti a terra!

A fermare gli aerei non ci sono solo il maltempo, gli scioperi, i guasti e i terroristi. Adesso ci si mettono anche i peluche. Ma non uno qualsiasi: quello che è riuscito nell'impresa di ritardare per due ore il decollo di un volo Ryanair tra Ciampino e Orio al Serio, racconta l'agenzia di stampa Agi, era una «mostruosità verde» talmente enorme da occupare tre sedili, e che chissà come era riuscita a passare dal check in come semplice bagaglio a mano. Il volo, bisogna dirlo, era nato male. Prima l'imbarco spostato per un ritardo tecnico. Poi un bisticcio con un passeggero che aveva piazzato una valigia davanti all'uscita di sicurezza e non voleva spostarla. Infine a sbarrare la strada del decollo è sceso in campo l'enorme coccodrillo. L'assistente di volo che si è trovata a dover gestire la bestiaccia ha cercato di convincere la padrona del mostro che non si poteva decollare con un pupazzo grande come un monolocale parcheggiato fra i sedili e aveva posto la questione in termini drastici: o via la bestiaccia o non si decolla. Lo stesso comandante lo ha chiarito attraverso l'interfono: «signori, non si può decollare per colpa del coccodrillo». I passeggeri si sono subito divisi in due partiti: uno propendeva per tenere il coccodrillo piazzandolo nelle file vuote in coda; gli altri, più drastici, votavano per l'immediata «soppressione». La padrona del pupazzone ha difeso la creatura con tutte le sue forze, usando toni pesanti e strattonando la hostess. Tanto che è dovuta intervenire la polizia di frontiera. Come se non bastasse un passeggero si è messo a riprendere il parapiglia con il telefonino e gli agenti lo hanno identificato. Per calmare tutti c'è voluta un'autorità superiore, una suora, che si è alzata, ha parlato con l'equipaggio, con gli agenti e alla fine anche con la padrona del coccodrillo che alla fine si è alzata, si è caricata in spalla l'animale ed è scesa. E l'aereo ha potuto finalmente decollare.... uff! Che fatica!

martedì 27 novembre 2007

Africani, la Svizzera è un inferno!




Africani, state alla larga dalla Svizzera! Firmato: il governo svizzero.
L'ammonizione, sotto forma di uno spot tv, s'è materializzata nelle case di molti paesi africani martedì 20 novembre durante l'intervallo della partita amichevole Svizzera-Nigeria. Un immigrato di colore telefona al padre da una cabina telefonica e gli racconta di com'è bella e civile la Confederazione elvetica: in realtà vive sulla strada, s'arrangia con l'elemosina, ed è perseguitato dalla polizia. Una campagna anti-stranieri, per scoraggiare l'arrivo di altri cittadini africani, con un messaggio che non potrebbe essere più esplicito: non venite da noi, non c'è lavoro per tutti, finireste nel girone degli ultimi. A confezionare l'annuncio è stato il dipartimento dell'emigrazione, il cui responsabile, Eduard Gnesa, ha dichiarato al Sonntags Blick, il quotidiano popolare di Zurigo che ha svelato il caso: "Abbiamo la responsabilità di aprire gli occhi a queste persone affinché si rendano conto della vita che potrebbe attenderle". Il leader populista, e fresco trionfatore delle ultime elezioni politiche, il ministro della giustizia Christoph Blocher, ha benedetto l'iniziativa: "Dobbiamo dimostrare agli africani che non siamo un paradiso!". Gli svizzeri sembrano apprezzare. L'83 per cento dei lettori del Sonntags Blick si dice d'accordo con Blocher. Sui blog le voci critiche sono perlopiù isolate. "Dov'è finita la nostra identità? Se passeggio nella mia città, Biel, ho la sensazione di trovarmi in Africa. E' tempo di fermarli", scrive Bootvoll, la barca è colma, un nome che riecheggia il titolo del film del regista Markus Imhof sul mancato accoglimento di sei rifugiati politici nella neutrale Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale. La disoccupazione è pressoché inesistente, ferma al 3,5 per cento, ma il governo motiva la sua campagna con le difficoltà a garantire agli immigrati di colore un regolare permesso di soggiorno, che viene concesso solo se si può vantare un impiego fisso. "La forza lavoro africana è ricercata poco o nulla" fanno notare dal dipartimento. "L'unica chance è quella di chiedere asilo, una trafila complicata e lunga, da cui intendiamo scoraggiarli. E poi il nostro è anche un modo per risparmiare sul budget previsto per i rifugiati". "Migliaia di africani, in cerca di fortuna in Europa, annegano nel Mediterraneo" ammonisce Gnesa. "Anche da questi rischi intendiamo metterli in guardia". Lo spot sembra aver fatto scuola. Altri paesi europei intendono seguire l'esempio elvetico. Pare che l'Unione europea stia collaborando già con la Svizzera per mandarne in onda uno sulla tv pubblica del Camerun. Lo spot per il Congo invece è già quasi pronto.

domenica 25 novembre 2007

L'Onu su YouTube sfida la fame

"Questa è la tua opportunità per essere controverso, provocatorio e scioccante". Il messaggio apparso su YouTube non è di quelli che fanno gridare all'allarme sociale. Anzi. L'invito alla trasgressione stavolta è per un fine nobile: sensibilizzare l'opinione pubblica sulla fame nel mondo. Una piaga che nel solo tempo che avrete impiegato a leggere questo articolo, si sarà portata via quindici bambini. L'iniziativa è del Pam, l'Agenzia Onu per gli aiuti alimentari, che ha lanciato il concorso Hunger Bytes, indirizzando il proprio messaggio ai tanti giovani che ogni giorno frequentano il sito di video sharing più grande del mondo, invitando tutti i creativi, professionisti e non, a "creare un video che attragga coloro che popolano il web e li faccia pensare alla fame nel mondo". Per partecipare al concorso sarà sufficiente produrre un filmato d'impatto tra i 30 e i 60 secondi sulla mancanza di cibo per centinaia di milioni di persone, una vera e propria emergenza planetaria. I concorrenti devono essere maggiorenni e per le informazioni da inserire nel loro video, possono fare riferimento ai dati forniti dalle Nazioni Unite. E sono dati spaventosi. Nel mondo ogni cinque secondi un bambino muore di fame. Ogni giorno le vittime della fame sono 25.000. I denutriti sono 850 milioni. A fronte di questa tragedia della miseria, l'Onu fornisce le cifre della ricchezza: la metà del cibo prodotto negli Usa finisce nella spazzatura senza nemmeno essere assaggiato. Uno spreco che costa circa 50 miliardi di dollari l'anno. I video realizzati dovranno concludersi con lo slogan "850 million people go to bed hungry every night... Share" (850 milioni di persone vanno a letto affamate ogni giorno... Condividi) appositamente studiato per la campagna di sensibilizzazione. Il concorso terminerà nell'agosto del 2008. I cinque migliori video verranno premiati con un viaggio in uno dei tanti paesi che ogni giorno devono fronteggiare l'emergenza alimentare Il mese scorso il Pam è stato protagonista di un altro evento-web pensato per i giovanissimi: Freeprice, un quiz a scelta multipla aperto a tutti, ha prodotto in 30 giorni tanto cibo da nutrire 50.000 persone per un giorno. Il gioco è facile: bisogna indovinare il significato di un termine inglese. A ogni risposta esatta si donano 10 chicchi di riso al Pam, finanziati dagli sponsor ospitati dal sito. A volte, per dirla con un famoso spot per l'Africa di Giobbe Covatta, "Basta poco che ce vò?".

Doctor House vende auto

Una volta c'era Mike Bongiorno, oggi c'è Dottor House. Una volta capivi subito che era un «consiglio per gli acquisti », oggi hai bisogno della lente d'ingrandimento per leggere, in alto a destra, «messaggio promozionale». Una volta potevi cambiar canale subito, tanto era uno spot; oggi impieghi qualche secondo prima di capire che no, il telefilm non è già cominciato, è solo la reclame. Passato e presente delle telepromozioni, i siparietti per sponsorizzare i prodotti in mezzo ai programmi tivù. Ormai talmente raffinati e moderni da confondersi con i film. Stessa voce del protagonista, stesso contesto, stesso abbigliamento. Un'evoluzione chiamata «promofiction» o «promoserial», che sta creando qualche confusione tra gli spettatori. Per esempio: vi è mai capitato di sentire il timbro inconfondibile del Dottor Gregory House, mai inquadrato in volto, ma con le zoomate sui celebri dettagli, bastone, jeans e scarpe da tennis? E magari vi siete scapicollati dall'altra stanza, avete piantato i piatti nel lavello, avete agganciato il telefono al fidanzato per correre davanti allo schermo e invece era la telepromozione? Potrebbe esservi successo anche durante Grey's Anatomy, quando Meredith (la voce) reclama sughi pronti. O con Ugly Betty, Distretto di Polizia, Csi, Carabinieri su Mediaset. Desperate Housewives e Lost, in Rai. Se ne accorse Linus, per primo, che lo segnalò in radio a «Deejay chiama Italia». Oggi racconta: «L'ho notato da spettatore. Eticamente non mi sembra una cosa molto carina, anche se mi rendo conto che le concessionarie cerchino sempre nuovi spunti. Ci sono troppi riferimenti precisi, l'impianto scenico, hai la sensazione che il film stia continuando. Insomma, diciamolo, è un po' ingannevole. E poi non sono sicuro che ad House abbiano chiesto il permesso...». Ai creativi, però, l'idea piace. «È il futuro della comunicazione, i media stanno cercando di collocare gli spot per armonia e affinità e non più per contrasto. È un fenomeno tutto italiano», dice entusiasta il pubblicitario Lorenzo Marini. Ma il decano Gavino Sanna taglia: «La creatività è un'altra cosa, questa è una furbata. Peraltro poco originale, visto che mi ricorda quei filmati trasmessi nelle convention delle grandi aziende dove John Wayne, doppiato, diceva: "Dottor Bertazzini, quest'anno lei ha venduto più pacchi di detersivo di chiunque altro. Ottimo lavoro!"». E nemmeno i consumatori hanno accolto bene la novità. Codacons, tre giorni dopo la messa in onda della prima promofiction su Italia 1, alla fine di gennaio, presentò un esposto all'Antitrust e all'Autorità delle comunicazioni: «Il Dr. House faccia il dottore e non venda orologi. Ingannevole far credere che il telefilm stia proseguendo». Sul merito, tre mesi dopo si pronunciò il Giurì, disponendo la cessazione dello spot (che però non era più in onda, la serie tv si era già conclusa) perché non conforme all'articolo 7 del codice di autodisciplina pubblicitaria («la pubblicità deve essere riconoscibile sempre come tale...»). Le menti dell'Ufficio analisi e sviluppo delle iniziative speciali di Publitalia, intanto, si sfregano le mani. «A parità di offerta, un promoserial costa il 30-40% in più rispetto a un analogo prodotto in telepromozione su un altro programma», spiega il direttore Giorgio Molteni. Al suo gruppo va il merito di aver studiato questi format, dopo aver adocchiato il bacino di 5-6 milioni di telespettatori. Il fenomeno è ancora sotto la lente dell'Antitrust, che assicura: «Lo teniamo sotto controllo. Per noi è una nuova fattispecie, un sistema innovativo che potrebbe avvicinarsi, ma è tutto da verificare, alla pubblicità occulta».

sabato 24 novembre 2007

...una campionessa se ne va!

Dopo l'annuncio della vittoria del pallone d'oro che sarà consegnato a Kakà é arrivata l'attesa (e meritata) stangata a Marion Jones, dopo la recente confessione sull'uso di doping. La federazione internazionale di atletica leggera (Iaaf) ha infatti inflitto due anni di squalifica alla velocista e saltatrice in lungo americana, che è stata anche privata delle 7 medaglie conquistate in carriera ai Mondiali.

La Jones ha confessato l'uso di doping prima delle Olimpiadi di Sydney 2000, per questo a partire dal quella data sono stati cancellati tutti i risultati ottenuti dalla 32enne. La squalifica vale per il biennio tra l'8 ottobre 2007, data della sua confessione, e l'8 ottobre 2009. L'annullamento dei risultati non riguarda solo le gare individuali ma anche per le staffette. C'è inoltre la raccomandazione da parte della Iaaf al Comitato olimpico Internazionale (Cio) "di squalificare la Jones e le staffette 4x100 e 4x400 che presero parte alle Olimpiadi di Sydney e di chiedere la restituzione di tutte le medaglie". Ai Giochi di Sydney, la Jones ha conquistato 3 medaglie d'oro (100m, 200 m e staffetta 4x400 m) e 2 di bronzo (salto in lungo, staffetta 4x100 m). A questo punto mi chiedo? Sei arrivata a 32 anni e tutto quello che hai costruito nella tua vita sportiva (in modo illecito) ti é stato ora (giustamente) tolto... ne valeva veramente la pena?!?

Per un campione che arriva...

Kakà è il Pallone d'Oro 2007! La giuria ha comunicato la notizia al brasiliano del Milan. La cerimonia il 2 dicembre a Parigi. Ha battuto la concorrenza ricevendo un numero di nomination di molto superiore a quelle di ogni altro candidato.

Un Natale al verde

Natale a consumi ridotti, soprattutto sul fronte dei regali. L'associazione dei commercianti ha stimato che l'ammontare complessivo delle tredicesime quest'anno sarà di 36,596 miliardi di euro; di questi solo 18 miliardi verranno utilizzati per gli acquisti natalizi, in calo dell'1,8%, pari a 336 milioni di euro, rispetto all'anno scorso.
Il passo indietro è dovuto alla contrazione delle spese per la casa e la famiglia.La fotografia della Confesercenti non lascia spazio a molto ottimismo: quest'anno sono aumentati dal 61% al 67% coloro che hanno tagliato diverse spese del loro bilancio, a pagarne le conseguenze sono stati soprattutto i settori dell'abbigliamento. E ci credo!!! Hanno alzato i prezzi di qualsiasi bene di consumo (anche quelli necessari!) e poi piangono sul latte versato! A proposito di latte... in 20 giorni il prezzo si é alzato di 15 centesimi al litro, passando da 1,35€ a 1,50€ al litro (questo a Roma, non so in altre città). Di recente sono stato a New York per una breve vacanza e mi sono accorto di quanto sia controllato da lobby il nostro sistema economico. Ora, a prescindere dall'alto potere di acquisto dell'euro sul dollaro, é possibile che in America un paio di jeans debba costare al massimo 30 dollari o un paio di scarpe (spesso prodotte in italia!!!) al massimo 50 dollari? Si...é possibile! Se la concorrenza funzionasse come si deve vedremo anche da noi un generalizzato abbassamento dei prezzi! Se invece le aziende si mettono d'accordo per mantere i prezzi alti al fine di aumentare i propri guadagni per poter distribuire ogni anno i dividendi agli azionisti, come sarà possibile praticare un'abbassamento dei prezzi?!? Prima o poi il nostro sistema economico imploderà, portando le famiglia a mangiare pane e acqua... credo comunque che già siamo arrivati a questo punto!

mercoledì 21 novembre 2007

La democrazia

Scusatemi per questo mio post "politico" ma veramente siamo arrivati al ridicolo. Io non mi esprimo perché in questo blog non mi interessa parlare di politica ma permettetemi semplicemente di copiare integralmente dal sito di Beppegrillo quest'intervento di Massimo Travaglio intitolato "L'informazione è la base della democrazia".

"Tutti sanno che Forza Italia è (era?) un partito di plastica. Lo psiconano lo ha confermato domenica. Un partito non si scioglie per volontà di una sola persona. Si tiene di solito un congresso degli eletti, si discute del programma, del nuovo nome. Poi si decide a maggioranza. Così avviene nelle democrazie. Nessuno dei suoi sottopancia, reggicoda, portaborse ha fiatato. E si capisce, senza di lui dove vanno? Sono semplici cortigiani.Il suo partito, comunque lo voglia chiamare, è suo di lui, proprietà privata, una organizzazione telecratica con obiettivi di controllo e di lucro.I partiti hanno ucciso quel poco che era rimasto della democrazia eliminando il voto di preferenza. La prima azione dell’Unione doveva essere la restituzione di un diritto fondamentale ai cittadini: quello di scegliersi il candidato. Non è successo. Ora si discute di proporzionale alla tedesca, di maggioritario alla svizzera e di doppio turno alla francese. Ma di cosa stanno farneticando? Nel 2005 avete adottato la messa in c..o all’italiana con la nuova legge elettorale, di questo dovete parlare.Nessuno che faccia una premessa, che dica che se si copiano i meccanismi elettorali di una democrazia bisogna adottarne prima le basi, i fondamentali.Ed è un punto cardine in Germania, in Spagna, in Francia, in ogni Paese degno di questo nome, che non si può avere una presenza dominante nell’informazione e, allo stesso tempo, fare politica. Per gli altri partiti è come combattere contro il campione dei pesi massimi con un braccio legato dietro alla schiena.Il fenomeno Berlusconi non è compatibile con la democrazia. I suoi giornali, le sue televisioni non sono compatibili con la sua presenza in politica. Di questo devono discutere subito Veltroni, Prodi, Fini, Bertinotti e tutti gli altri: di una informazione democratica, non di sigle e percentuali. Ma non lo faranno perchè, anche loro, ne hanno dei benefici.La democrazia è diventata marketing. Lo Stato è fuori dal controllo dei cittadini. Riprendiamoci l’informazione."

Cambia il clima, venti di guerra?

Per la prima volta uno studio identifica un collegamento diretto tra i cambiamenti climatici e le guerre che hanno scosso il mondo negli ultimi 500 anni. L'analisi porta la firma degli esperti del Georgia Institute of Technology, che hanno studiato attentamente i dati storici per mettere in evidenza come le variazioni registrate nella temperatura globale nel corso del tempo siano andate a braccetto con i vari conflitti bellici. Le variabili tenute in considerazione dai ricercatori nella compilazione dello studio sono il prezzo del cibo, il livello della popolazione, il numero dei conflitti e, ovviamente, i dati sul clima. Tutte queste informazioni sono state messe in relazione fra loro, portando gli scienziati a concludere che ogni cambiamento climatico causa una riduzione del raccolto, da cui deriva poi l'aumento dei prezzi degli alimenti, che genera fame. E la fame a sua volta porta a tensioni sociali che sfociano generalmente in conflitti violenti. Teoria, questa, per certi versi già sposata dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, che in un recente articolo del Washington Post ha definito la guerra nel Darfur come "un conflitto alimentato in parte dalla desertificazione, dalla degradazione ecologica e dalla scarsità di risorse"; dal clima, quindi. Le variazioni nella temperatura non sono certo l'unico fattore determinante quando si vuole ricercare una correlazione tra clima e guerre, ma di sicuro un clima insolitamente molto caldo o molto freddo è in grado di esasperare situazioni già di per sé tese e precarie, mentre storicamente un riequilibrio delle temperature pare abbia sempre portato a un raffreddamento delle tensioni. Gli studiosi guardano con interesse e preoccupazione al modello elaborato presso il Georgia Institute, poiché ritengono che possa essere d'aiuto nella previsione di conflitti futuri: sappiamo infatti che il nostro pianeta di sta surriscaldando, e che questo influirà sicuramente sulle coltivazioni, e se la società non riuscirà ad affrontare adeguatamente i problemi che sicuramente ne deriveranno, il risultato potrebbe essere ancora una volta la nascita di un conflitto.

I Savoia chiedono 260 milioni

Vittorio Emanuele di Savoia e suo figlio, Emanuele Filiberto, hanno chiesto ufficialmente allo Stato italiano il riconoscimento di danni morali per un valore complessivo di 260 milioni di euro, senza contare gli interessi, in aggiunta alla restituzione dei beni confiscati alla famiglia Savoia dallo Stato quando nacque la Repubblica italiana. A rivelarlo gli stessi Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto che in una intervista di Rai Tre a Ballarò spiegano di avere inoltrato la richiesta di danni circa 20 giorni fa con una lettera di sette pagine al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al presidente del Consiglio, Romano Prodi, tramite i propri legali, Calvetti e Murgia. Tra i motivi della richiesta di risarcimento illustrati nella lettera e spiegati da Emanuele Filiberto ci sarebbero i danni morali dovuti alla violazione dei diritti fondamentali dell’uomo stabiliti dalla Convenzione Europea per i 54 anni di esilio dei Savoia sanciti dalla Costituzione Italiana. Secca e immediata la replica del governo attraverso il segretario generale della presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, che spiega che il governo non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia ma che pensa di chiedere a sua volta i danni all’ex famiglia reale per le responsabilità legate alle note vicende storiche. Che dire?!? In Italia, come al solito, funziona sempre tutto al contrario...

martedì 20 novembre 2007

La fine di Internet avverrà nel 2010

Quando non c'era si viveva bene lo stesso, diciamolo, ma ora che c'è, per molti è difficile immaginare di poter stare senza. Parliamo dell'internet e di come si sia integrata perfettamente nella nostra esistenza, nella nostra quotidianità, diventando uno strumento prezioso sia per il lavoro che per lo studio e il tempo libero. Internet c'è, e probabilmente a nessuno passa per la testa l'idea che domani possa sparire, o non essere più così facilmente accessibile. Ma le cose potrebbero cambiare, molto presto, lasciando gli internauti con un palmo di naso di fronte al monitor nero. Una ricerca condotta dagli studiosi del Nemertes Research Group rivela che da qui a due anni internet potrebbe non riuscire più a sopportare il peso dei nostri movimenti in rete e collassare tragicamente. Il motivo? L'incapacità delle attuali reti di reggere il traffico dati generato sia da parte degli utenti privati che dalle aziende. In particolare, gli analisti prevedono che la responsabilità della paralisi sarà imputabile principalmente ai contenuti web che appesantiscono le connessioni, come video streaming interattivi e trasferimenti di file in modalità peer-to-peer. Poco alla volta le maglie della rete finiranno con l'essere congestionate, e per il 2010, non saranno più vivibili. Che fare per evitare che ciò si verifichi? La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture. Si pensi che alla fine di quest'anno gli interanuti avranno creato circa 161 exabyte di dati (un exabyte, EB, equivale a circa 1,1 miliardi di gigabyte), che nel mese di maggio tre quarti degli utenti internet statunitensi hanno guardato una media di 158 minuti di video online, e che solo in Nord America saranno necessari investimenti nell'ordine dei 42-55 miliardi di dollari (28,4-37,2 miliardi di euro) per l'adeguamento delle reti alla domanda. I risultati dello studio confermano le preoccupazioni dell'Internet Innovation Alliance (Iia), che da tempo lancia moniti a proposito dell'imminente collasso delle linee sulle quali corrono i bit. Certo tale crescita non potrà che fare bene al web, ma solo se le autorità di ciascun Paese e i gestori delle reti prenderanno consapevolezza dell'accresciuta domanda attivandosi e rispondendo in modo adeguato.

TV widescreen a rischio 4:3

I normali programmi Tv rischiano di danneggiare i nuovi, costosi televisori "widescreen", che ormai sono lo standard: a lanciare l'allarme agli utenti è Adiconsum, associazione di difesa dei consumatore, che adesso chiede al parlamento di aggiungere un emendamento alla finanziaria per risolvere il problema. Il problema di fondo è un paradosso: in questi anni la tecnologia dei televisori ha fatto grandi passi avanti, gli schermi sono diventati piatti, ad alta definizione e "widescreen", ma le emittenti italiane hanno continuato imperterrite a trasmettere nel vecchio modo. I programmi Tv su tutte le reti analogiche e in quasi tutti i canali di Sky sono infatti in un formato che è adatto alle vecchie Tv a scatola, a 4:3, dove lo schermo è un rettangolo quasi quadrato. Il widescreen invece è in formato 16:9, un rettangolo allungato ai lati. È una miglioria perché il widescreen meglio dei 4:3 riesce ad abbracciare l'arco visivo dell'utente, da sinistra a destra. Tutte le nuove Tv, infatti, sono così. I film in Dvd sono, ugualmente, in widescreen.
Che succede, invece, quando su una Tv widescreen si vedono programmi trasmessi in 4:3? Ci sono tre alternative, offerte dai menu della Tv: deformare l'immagine per adattarla ai 16:9, fare zoom, o trasmetterla così com'è al centro dello schermo. Tutte e tre le possibilità hanno inconvenienti. La prima rende le figure e le persone appiattite e un po' tozze. La seconda fa perdere alcune porzioni di immagini ai bordi. La terza conserva la fedeltà dell'immagine: la Tv utilizza l'artificio di creare ai bordi dello schermo due fasce nere, per tagliarlo e trasmettere nel mezzo il programma 4:3. Peccato che così si rischia di danneggiare la Tv, come denuncia Adiconsum, che ha trovato questa avvertenza in un manuale di una Tv Samsung: "Su un Tv Lcd, l'uso del formato 4:3 per un periodo prolungato può lasciare traccia dei bordi sulla parte sinistra, destra e centrale del video a causa delle differenti emissioni luminose dello schermo". Per di più, "Questo tipo di danni non è coperto da garanzia". Le fasce nere, insomma, tendono a restare impresse sui pixel. La cosa grave è che l'utente ha speso molti soldi per dotarsi di una nuova Tv e poi, se non vuole rischiare di danneggiarla, si ritrova a vedere i programmi Tv in modo peggiore che sui vecchi televisori.

Da qui la proposta di Adiconsum, che approfitta dell'attenzione che questa Finanziaria sta dedicando al digitale terrestre. Da una parte Adiconsum applaude al fatto che i nuovi emendamenti approvati "determinano con chiarezza la destinazione dei nuovi fondi, per consentire, così come richiesto dall'associazione, l'acquisto agevolato di decoder digitali terrestri, satellitari o via cavo alle fasce deboli della popolazione e l'avvio di efficaci campagne informative", si legge in una nota. Dall'altra, chiede al parlamento di fare un passo in più e aggiungere un emendamento che obblighi dal primo gennaio 2009 le emittenti a trasmettere in 16:9. Data propizia, perché da allora cesserà la vendita di Tv dotate di sintonizzatori analogici. Si noti che i programmi in 16:9 si vedranno comunque bene sulle vecchie Tv 4:3; solo, saranno create due bande, in alto e in basso sullo schermo (avviene lo stesso ora con i Dvd). Nel resto d'Europa, il fenomeno del widescreen ha già toccato il cuore delle emittenti: per esempio, la Rtl tedesca ha appena annunciato che dal 2008 passerà ai 16:9.

Insomma, senza dubbio il futuro prossimo è per il widescreen; adesso resta da vedere quando le emittenti italiane vi si adegueranno e se sarà necessaria una legge per metterle sulla via del nuovo.

lunedì 19 novembre 2007

Lo Skypephone

Come ogni anno quando si avvicina Natale e la stagione dei regali, arrivano sul mercato anche una raffica di nuovi telefoni cellulari. Alcuni dei quali offrono dei buoni motivi d'interesse. La tendenza generale (sui cellulari di fascia alta) è quella di offrire prodotti completi, macchine in grado di fare tutto e di farlo bene. Ecco dunque dei veri e propri computer multimediali, che fanno telefonate ovviamente, ma sono anche terminale Internet, lettore mp3, macchina fotografica, videocamera, navigatore gps, agenda, sveglia, e molto altro ancora. Mentre sulle macchine a basso costo il motto è "spendere sempre di meno", con telefoni semplici, con poche funzioni. Ed è in questo campo che c'è stata la novità più interessante delle ultime settimane, quella dell'arrivo dello Skypephone, il primo telefonino ibrido 3G\VoIP. Il vecchio motto "se non puoi batterlo fattelo amico" ha certamente guidato le strategie della 3, l'azienda che ha siglato il patto con Skype per portare la telefonia Internet sui cellulari, visto il crescente successo che il VoIP sta riscuotendo in tutto il mondo. Che gli operatori fissi e mobili avrebbero dovuto un giorno fare i conti con le nuove società VoIP che offrono chiamate gratuite in Rete era fuori discussione. Tre aveva aperto una interessante relazione con Skype già da qualche tempo, con i telefoni della X-Series, che consentivano il collegamento con Skype. Ma mentre con i telefoni precedenti (come Viewty) bisognava collegarsi ad Internet, quindi a Skype e quindi telefonare, nel caso dello Skypephone l'integrazione è immediata e perfetta, e si può chiamare via Internet con il cellulare allo stesso modo con cui si fanno telefonate sulla rete abituale.
Il telefono, piccolo e leggero, funziona come un normale cellulare fin quando non si preme il tasto Skype che è al centro dell'apparecchio, a quel punto compare la lista dei contatti Skype ed è possibile chiamare passando per Internet, a costo zero se si chiamano altri utenti Skype. Oltre che in Italia, il prodotto è commercializzato anche nel Regno Unito, Australia, Austria, Danimarca, Hong Kong, Irlanda, Macao e Svezia.
Il piccolo telefono di 3 è uno di quegli oggetti che potrebbe scatenare una vera rivoluzione: gli utenti Skype nel mondo sono 246 milioni e sono destinati, secondo tutte le ricerche, a crescere. A spingere verso questa crescita potrebbe essere proprio l'avvento di questo cellulare, che per la prima volta stacca il VoIP dal computer. Non c'è alcun bisogno, infatti, di essere collegati al computer, e nemmeno di essere vicini a un hotspot wi-fi per Internet, lo Skypephone utilizza la rete Umts e il collegamento è agevole in mobilità, aprendo la frontiera della telefonia via Internet anche a un pubblico tecnologicamente non preparato, a chi non ha un collegamento al Web, a chi non vuole maggiori difficoltà rispetto alla telefonia cellulare "tradizionale".